«Padre Dall'Oglio è morto» Torna l'ipotesi dell'omicidio
Da Vaticano e Farnesina nessuna conferma
DAMASCO Morto in prigionia. La «missione impossibile» di Padre Paolo dall'Oglio nella Siria dilaniata dalla guerra civile sarebbe terminata con l'uccisione da parte dei jihadisti dello Stato islamico dell'Iraq e del Levante, la fazione legata ad Al Qaeda che combatte contro il regime di Bashar Al Assad. È quanto torna a rilanciare da Londra l'Osservatorio siriano per i diritti umani, che cita attivisti vicini a Dall'Oglio, scomparso da Raqqa la notte del 29 luglio scorso. Il religioso italiano sarebbe stato ucciso mentre si trovava in un centro di detenzione gestito dagli estremisti islamici. Lì sarebbe rimasto segregato due settimane. Poi il tragico epilogo. L'Osservatorio siriano chiede ora alle forze dell'opposizione siriana «di fare pressioni sui miliziani dello Stato islamico dell'Iraq e del Levante perchè spieghino cosa è successo a Dall'Oglio in modo che gli assassini possano essere consegnati alla giustizia». Gli attivisti chiedono anche che sia «restituito il corpo del religioso per poterlo seppellire». Dalla Farnesina non giunge alcuna conferma alle nuove voci sulla possibile uccisione in Siria del gesuita, già dato per morto tre giorni fa. «Sono indicazioni che vanno prese con estrema cautela», fa sapere il Ministero degli Esteri. La notizia è rimbalzata su Facebook. «Padre Paolo - si legge nel comunicato diffuso tramite il social network - era noto per l'appoggio al popolo siriano e per le sue richieste di libertà e dignità. I suoi messaggi di sostegno e solidarietà perché lo spargimento di sangue cessi gli sono costate molto». L'appoggio alla lotta di liberazione gli era costata nel 2012 l'espulsione dalla Siria. «Padre Paolo - prosegue la nota - non è una minaccia per la Siria né per l'opposizione, ha lavorato con tutto il cuore per creare comprensione e riconciliazione, oltre che per accrescere all'estero la consapevolezza delle difficoltà dei siriani ed è sempre stato accolto con calore ovunque si sia recato in visita». «Non abbiamo elementi al momento né per confermare né per smentire questa notizia», afferma padre Ciro Benedettini, vice direttore della sala stampa vaticana. «Non ci sono novità dalle nostre fonti». Solitamente le informazioni relative ai religiosi in Medio Oriente arrivano alla Santa Sede dalle nunziature apostoliche, dalle Ong che operano sul posto e dalla Farnesina. «Questa volta non ci ha chiamato nessuna Ong», insiste Benedettini. Poco prima di partire il gesuita aveva parlato di una «missione impossibile». C'è chi sostiene che fosse rientrato in Siria per fare qualcosa per i vescovi di Aleppo Mar Gregorios Ibrahim e Paul al-Yazigi, rapiti a febbraio. Per questo Dall'Oglio si preparava ad incontrare Abu Bakr al Baghdadi, l'emiro dello Stato islamico dell'Iraq e del Levante, a cui sono collegati gli jihadisti del Fronte al Nusra.
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