Lazio fuori da tutto
Il Lecce passa all'Olimpico e condanna la squadra di Baroni a un anno senza coppe europee
Fuori da tutto. La Lazio perde in casa contro un ottimo Lecce che guadagna una meritata salvezza. Nemmeno la Conference, nemmeno la coppetta di consolazione, dopo un’altra notte di follia: settimo posto come l’anno scorso e sorpasso Fiorentina. Ma forse è meglio così perché il calo del girone di ritorno certifica gli errori di Baroni, della squadra oltre che della società. Finisce tra i fischi di un popolo disamorato , il mesto giro di campo ufficializza il fallimento e apre momenti di riflessione anche sul tecnico che non è riuscito a portare la Lazio in Europa dopo otto partecipazione consecutive alle coppe.
Baroni, in tribuna per la squalifica rimediata nel concitato finale di Milano, sceglie la Lazio migliore possibile, quella con quattro attaccanti: il terzetto dietro Castellanos agiscono Isaksen, Dia e Zaccagni. Si rivede dall’inizio all’Olimpico anche Tavares fermato da una serie incredibile di Infortuni. Giampaolo si affida a Krstovic e punta sul cuore dei suoi ragazzi per centrare la salvezza. Alla fine sono oltre 50.000 gli spettatori con quattromila leccesi che sporcano il minuto di silenzio per Nino Benvenuti con cori vergognosi.
Si parte con il Lecce indemoniato e la Lazio che entra in campo troppo rilassata. Non ci sono grandi occasioni ma gli ospiti corrono di più e soprattutto hanno le idee più chiare. I risultati dagli altri campi condizionano il match e così, quasi casualmente Giampaolo si ritrova un vantaggio sul finire di una frazione di gioco inguardabile: Gila esce male palla al piede, Coulibaly vince il rimpallo e sfrutta l’appoggio di Kristovic. Adesso è 0-1. Lazio impalpabile ma, poco prima del doppio fischio dell’arbitro Fabbri, Pierotti si prende un secondo giallo ingenuo ma giusto lasciando i suoi in dieci. Si ricomincia con Pedro e Hysaj, proprio lo spagnolo ingaggia un duello con il portiere Falcone che gli para tutto. Baroni inserisce Vecino e Noslin per le mischie finali. I risultati dagli altri campi sono una catastrofe. Il Lecce resiste si affida a Kaba, Helgason, Veiga e Burnete. Col rosso a Romagnoli lo psicodramma è totale. Ora comincia il periodo peggiore per i tifosi della Lazio: il calciomercato. Come al solito il ds Fabiani sarà chiamato a fare miracoli con un budget limitato, pochi soldi e tante idee per ridurre il gap con le big del campionato. Operazione che riesce molto spesso ma sarebbe bello che i laziali una volta tanto, dopo 21 anni sofferti, potessero partecipare alla fiera dei sogni con la speranza di centrare qualche colpo in grado di far tornare l’entusiasmo a una piazza ormai intristita. Si vedrà, per ora rimane il nulla di un’'altra stagione anonima. Male, malissimo, finisce con la contestazione a Lotito e tanta rabbia della gente laziale che ha visto una vittoria nelle ultime dodici partite in casa.
Incredibile, imprevedibile a Natale ma giusto così.
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