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Lampo Felipe, la Lazio a un punto dalla Champions

Decide il brasiliano su assist di Luis Alberto: battuto il Lecce. E ora la Supercoppa italiana

Luigi Salomone
Luigi Salomone

Giornalista per passione, Lazio, pollo arrosto con tante patate al forno, tradizione Roma Nord Ponte Milvio, Gesù e Maria al Fleming

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Sfatato il tabù Lecce, mai battuto nelle ultime tre occasioni, quinta vittoria consecutiva (derby compreso) e risalita in classifica fino a un solo punto dalla zona Champions. Lazio brutta, sporca e cattiva, supera un avversario complicato a solo tre giorni dalla dispendiosa sfida contro la Roma in Coppa Italia: decide Felipe Anderson all’inizio della ripresa dopo la solita invenzione di Luis Alberto, che, pure in condizioni fisiche precarie (tornava dopo quasi un mese), ha messo tre volte i suoi compagni davanti all’«odiato» Falcone. Bravo su Isaksen all’inizio, fortunato sul tiro a giro di Zaccagni, bucato dal fendente di Felipe che ha regalato tre punti pesanti alla banda di Sarri. Con la lingua di fuori la Lazio ha gestito l’intera sfida in apnea, ma rispetto a un paio di mesi fa, ha resistito quando il Lecce di D’Aversa arrivava sempre prima sul pallone a centrocampo con Ramadani, Kaba, Gonzalez e Oudin. 
Col passare dei minuti i biancocelesti hanno cominciato a prendere campo ai dirimpettai sostenuti da quattromila tifosi nel settore ospiti. Nella ripresa ha sgasato Luis Alberto, Zaccagni ha confermato di essere l’uomo più pericoloso, Felipe impiegato da attaccante centrale, ha trovato il guizzo che ha chiuso la pratica col minimo sforzo e una difesa che, al di là di chi gioca, sembra aver ritrovato la solidità della passata stagione. Eppure Sarri ha perso Patric al 24’ sostituito da Romagnoli e ha dovuto gestire con parsimonia i cambi dopo aver bruciato subito un slot. Pedro è entrato nell’intervallo al posto di un confusionario Isaksen, anche lui alle prese col guaio al ginocchio che lo tormenta da Udine, dopo il vantaggio si è affidato a Vecino e Lazzari (fuori il mago spagnolo e Luca Pellegrini) e poi, nel finale, ha dato spazio anche a Immobile che tornava dopo tre settimane di stop. 
Quindici minuti al servizio della squadra nella battaglia finale quando D’Aversa ha cercato il pari con Strefezza, Blin e Piccoli. Peccato per il cartellino giallo di Ciro dopo la lite con Falcone, bersagliato tutta la partita dopo le frasi infelici dell’andata e la passione per i colori giallorossi della Capitale, sua squadra del cuore. Il capitano salterà il Napoli nel prossimo impegno di campionato, il 28 gennaio contro la squadra di Mazzarri orfana di Osimhen e Kvara: tanto per partire alla pari in una sfida decisiva per i posti europei, anche Zaccagni sarà squalificato dopo un’ammonizione rimediata nel primo tempo. L’arbitro Ferrieri Caputi (prima volta di una donna che fischia all’Olimpico con i biancocelesti) si è un po’ persa negli ultimi minuti anche per colpa dei giocatori che si sono beccati anche dopo il fischio finale (Falcone ha perso la testa innervosito dai cori continui dei 40.000 laziali presenti all’Olimpico). Tant’è, poi è tornata la calma e la gara è andata in archivio con la festa della Lazio. Sarri sorride, ora l’Inter in Supercoppa.

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