Riecco la Lazio, bella, un po’ sciupona ma capace di conquistare la Sardegna Arena dopo 94 minuti di dominio totale. Apre Lazzari, raddoppio del solito Immobile e il Cagliari si arrende ad avversari superiori in tutte le zone del campo. Entrambi gli assist griffati da Marusic, ottimo incursore tra le maglie larghe della difesa sarda. Ride Inzaghi perchè si è rivista la Lazio che entusiasmava per tutta Italia fino all’arrivo del maledetto coronavirus che ha stravolto tutto e regalato un’estate col fiatone. Tant’è, squadra da applausi che parte ancora una volta sottovalutata nelle griglie degli esperti ma forse è un bene perché c’è voglia di smentire le cassandre e di zittire i gufi che già avevano emesso sentenze definitive.
Senza aiuti dal mercato, esclusi i panchinari Reina, Escalante e
Il vento è un fattore che nel primo tempo la Lazio sfrutta bene ma emerge il solito difetto: troppe occasioni sciupate, tante ripartenze fallite per l’ultima scelta sbagliata. Se poi aggiungi il solito Cragno che contro la Lazio si esalta, ecco spiegato perché si va al riposo col vantaggio minimo dopo le parate su Milinkovic e Immobile. Nella ripresa un brivido per un tiraccio di Joao Pedro respinto a fatica da Strakosha con successiva ribattuta alta di Simeone, poi una gara controllata dalle giocate di Luis Alberto e Milinkovic. Fino al raddoppio (strameritato) di Immobile che timbra il cartellino alla Sardegna Arena. L’assist, e sono due, è di Marusic che a sinistra gioca una delle sue migliori partite con la maglia biancoceleste.
Poco prima della rete della sicurezza erano entrati Escalante,
