ACCOLTELLAMENTO A SCUOLA
Accoltellamento a scuola, il nuovo terrorismo è qui. Si chiama “nichilismo violento digitale”
Non è mai una buona notizia quando si entra nell’orizzonte di analisi del CombatingTerrorism Center at West Point: l’Italia purtroppo ci è entrata nel luglio del 2026. Nel numero 9 della rivista del centro, Francesco Marone passa in rassegna l’esplosione, anche nel nostro Paese, del nichilismo violento digitale, conosciuto dal 2023 come NVE. Assalti armati nelle scuole meticolosamente curati e video ripresi, trasmessi in diretta streaming in chat su Telegram o su Discord e spesso in bella vista su TikTok. Ad animare i ragazzini armati, sempre giovanissimi, è la volontà di esibire questi atti di violenza, quasi fossero videogame di carne e sangue. Non sono però esplosioni improvvise: fermentano nell’abisso di stanze create appositamente su piattaforme ben emerse come Roblox, Discord, oppure persino nelle chat dei videogame online. Anche il caso romano consumato all’Istituto Giovanni Verga, esattamente come i precedenti di Trescore Balneario e di San Vito Lo Capo, tradisce un pattern ben preciso: armamentario d’ordinanza dell’aggressore, tra cui caschetto e diretta online, attacco al coltello e con spray al peperoncino. Le analisi dei device tecnologici porteranno alla luce il solito copione; chat nichiliste, manifesti predisposti in copia e adattati di volta in volta per rivendicare il singolo gesto, votazioni date all’attacco da occhi in apparenza invisibili. Ci sarà delusione, tra gli istigatori, perché in Italia, a differenza di molti altri Paesi, non c’è ancora scappato il morto. Verranno trovati meme, foto di cadaveri, torture imposte a occasionali vittime, animali domestici fatti trucidare dietro ricatto, sextorsion in primis, tutto raccolto nei "Lore Books", i libri dei trofei, che animano questi gruppi. In Svezia e negli Stati Uniti ne sono stati in questi giorni arrestati altri due capi, ma ogni volta che l’Idra viene decapitata spuntano altre teste malate, come ha sottolineato il direttore dell’FBI Kash Patel in audizione parlamentare nel settembre 2025.
Negli USA, questi gruppi non sono più considerati disagio giovanile o cybercrimine ma terrorismo a tutti gli effetti. Le investigazioni aperte a centinaia, gli arrestati, in tutto il mondo, dal 2023 ad oggi, sono decine. Sigle come The Com, 764, Kaskar, No Lives Matter, Maniac Murder Cult e ormai anche la True Crime Community (TCC), che ne è incubatore e luogo di reclutamento esterno, con i loro manuali di omicidio riprodotti serialmente in pdf, la pedopornografia estorta a minorenni trasformati a loro volta in carnefici, le gerarchie basate sugli atti di violenza commessi o istigati, le gare mensili per chi si macchia del maggior numero di crimini, sono una costellazione di un terrorismo totalmente privo di struttura. Nel recente caso romano, il riferimento dell’accoltellatore allo stragista di massa Adam Lanza rende evidente la partecipazione dello stesso, diretta o indiretta, alla TCC, dentro la quale Lanza è un idolo. Ragione in più per rivolgersi ai rispettabili e tanti influencer che si occupano di cronaca nera affinché evitino qualunque hashtag velatamente riferibile alla "comunità del crimine".
Contro queste realtà serve infatti prima di tutto sensibilizzazione radicale, anche di famiglie e giovanissimi. E servono soprattutto strumenti investigativi e normative anti-terrorismo. Lasciamo perdere divieti di accesso aggirabili con VPN e altre amenità, la cui unica conseguenza è far imbattere i giovani in atrocità persino peggiori. Anche perché, come si rileva nel recentissimo report "United by Chaos" dell’Institute for Strategic Dialogue, Statiostili, Russia in primis, hanno iniziato a considerare questi gruppi come realtà da infiltrare per fini di destabilizzazione e di guerra cognitiva.