verso il 7 ottobre

Il piano di Hamas per colpire in Europa

Francesca Musacchio

Un piano di Hamas per colpire in Europa in occasione del secondo anniversario del 7 ottobre. È ora nero su bianco nell’atto d’accusa che la Procura federale tedesca ha depositato l’8 settembre davanti al Kammergericht, la Corte d’appello di Berlino, contro sette uomini accusati di aver organizzato una rete operativa, procurato armi e munizioni e preparato attentati contro obiettivi israeliani, ebraici e filo-israeliani. Ma prima del 7 ottobre 2023 esistevano già, secondo la magistratura tedesca, depositi di armi riconducibili ad Hamas in diversi Paesi europei.

Nel 2025 quella struttura avrebbe raccolto nuove armi, organizzato corrieri e predisposto un attacco nel cuore dell’Europa. L’11 settembre scorsola Procura ha reso pubblica l’incriminazione. Nel comunicato ufficiale parla di un attacco previsto in Germania o Austria. Nell’atto d’accusa, inoltre, vengono indicati Berlino e Vienna come possibili teatri dell’operazione. I primi arresti e sequestri risalgono però al primo ottobre 2025. A giugno 2026 il Procuratore generale federale aveva già rivelato l’esistenza di un video di rivendicazione preparato in anticipo per un attentato previsto intorno al 7 ottobre. L’arsenale comprendeva un fucile automatico, tredici pistole e oltre settecento cartucce.

 

Una parte delle armi fu sequestrata a Berlino il primo ottobre 2025. Un secondo circuito portava da Copenaghen alla Germania e poi a Vienna, dove cinque pistole e dieci caricatori furono trovati in un deposito attribuito dalle autorità austriache alle strutture operative estere di Hamas. Ma la rete non si fermava a Germania e Austria. Gli investigatori hanno ricostruito passaggi tra Danimarca, Regno Unito, Cipro e Libano. Il cittadino britannico Mohammed A. avrebbe trasportato armi da Berlino a Vienna e registrato in anticipo un video di rivendicazione a nome delle Brigate Izz ad-Din al-Qassam, il braccio militare di Hamas. Altri indagati sono stati arrestati vicino a Copenaghen e Berlino. Kamel M. è stato invece arrestato all’aeroporto di Larnaca, a Cipro, mentre arrivava dal Libano.

Ma l’inchiesta tedesca sposta ancora più indietro la linea del tempo. La Procura sostiene che le Brigate al-Qassam avessero iniziato da tempo a creare depositi clandestini di armi in Europa. Nel fascicolo di un procedimento aperto nel 2023 comparivano depositi in Bulgaria e Danimarca e la ricerca di un altro nascondiglio in Polonia. A dirigere quella struttura dal Libano, secondo gli atti giudiziari tedeschi, era Khalil Hamed Al Kharraz, detto Abu Khaled, alto dirigente delle Brigate al-Qassam ucciso nel novembre 2023.

 

Anche la rete scoperta nel 2025 porta verso il Libano. Adnan A., indicato come uno dei possibili registi del traffico di armi, compare già nel 2023 in relazione alle coordinate dei depositi polacchi che la precedente cellula cercava di recuperare. Non risulterebbe ancora la prova di un rapporto gerarchico diretto tra Adnan A. e Abu Khaled, ma gli elementi di indagine riguardano la stessa infrastruttura clandestina: uomini, armi, depositi e collegamenti con la struttura estera di Hamas. C’è poi un altro dettaglio che pesa sulla vicenda. Uno degli imputati, Mohammad S., secondo Die Zeit sarebbe stato contemporaneamente una fonte del Bundesamt fur Verfassungsschutz, il servizio di intelligence interno tedesco. Il governo di Berlino non ha confermato né smentito il rapporto, opponendo il segreto sulla gestione delle fonti.