al tg1

Caso Ranucci, spunta la cena con Lavitola e il diplomatico dello Zimbabwe

Redazione web

Sotto alla lente degli inquirenti romani le dichiarazioni e la documentazione portata sabato ai magistrati da Natalia Potenza, l'ex compagna italo-argentina di Valter Lavitola, reo confesso di essere il mandante dell'attentato dimostrativo dello scorso ottobre davanti l'abitazione dell'amico Sigfrido Ranucci. Nel corso dell'audizione di sabato davanti al pm di Roma titolare del fascicolo Edoardo De Santis e ai carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e Frascati, la donna, che gestisce il bistrot Cefalù a Monteverde, ha ribadito che non sapeva nulla dell'ordigno. L'ex compagna di Lavitola inoltre avrebbe ricostruito gli affari dell'ex compagno, mettendo a disposizione degli inquirenti una voluminosa documentazione, anche fiscale, e avrebbe anche parlato del rapporto tra l'ex editore e Ranucci. 

 

Il Tg1 delle 20 di lunedì 14 settembre aggiunge che la donna non avrebbe parlato di "bonifici o veri e propri affari in comune", piuttosto di presunti "favori tra amici". In questo contesto emerge una nuova cena in cui "Lavitola, impelagato nall'avventura sui carbon credit in Africa, fece sedere al tavolo un consigliere dell'ambasciata dello Zimbabwe a Roma con l'amico Ranucci". L'ex conduttore di Report. fa sapere al telegiornale di Rai 1 di essersi "trovato questo diplomatico al tavolo ma abbiamo parlato di progetti di sviluppo in Africa e Piano Mattei". Il servizio aggiunge che Ranucci avrebbe in seguito contattato l'ambasciata dello Zimbabwe a Roma. Il conduttore, riporta ancora il Tg1, ha affermato che Benjamin Chimutengo, l'ex socio di Lavitola in Africa, ora in contenzioso con il faccendiere, "aveva in embrione un'inchiesta, ci stavo lavorando, prima di quanto accadutomi all'ultimo". Nuovi dettagli sull'asse Monteverde Vecchio-Harare che si sovrappongono nell'intricata vicenda.