condanna

Ilaria Salis, gli ex collaboratori le fanno pignorare il conto. E lei cade dalle nuvole

Luigi Frasca

Dopo la condanna in primo grado a versare circa 300mila euro complessivi a due ex collaboratori parlamentari, Ilaria Salis ha presentato appello chiedendo anche la sospensione dell'esecuzione della sentenza. Mal la vicenda avrebbe ora portato al pignoramento presso terzi del conto corrente dell'eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra per il mancato pagamento di alcune spese legali. L'importo oggetto del provvedimento sarebbe pari a circa 7mila euro. Il conto interessato sarebbe quello sul quale vengono accreditate anche le indennità spettanti a Salis come europarlamentare. Stando a il Giornale, che h adato la notizia,  i due ex collaboratori, Valentina Dadda e François Gelmetti, hanno impugnato il licenziamento sostenendo che fosse avvenuto senza giusta causa. In primo grado il tribunale avrebbe accolto le loro ragioni, condannando Salis a corrispondere a ciascuno un risarcimento di circa 150mila euro, somma calcolata sui compensi che avrebbero percepito fino alla conclusione del mandato parlamentare. L'eurodeputata ha però presentato appello contro la sentenza, contestando la decisione e dichiarandosi fiduciosa sull'esito del nuovo giudizio, la cui udienza sarebbe prevista nelle prossime settimane.

 

Nel frattempo, sempre secondo il quotidiano, Salis avrebbe promosso due procedimenti civili per ottenere la sospensione dell'esecuzione della sentenza di primo grado e degli atti con cui gli ex collaboratori puntavano a riscuotere le somme riconosciute dal tribunale. Le richieste sarebbero state respinte e l'eurodeputata sarebbe stata inoltre condannata al pagamento delle spese legali relative a questi procedimenti. Il quotidiano sostiene inoltre che, a fronte del mancato versamento di tali importi, i legali degli ex assistenti abbiano avviato una procedura di pignoramento presso terzi. La misura riguarderebbe una somma di circa 7mila euro riconducibile al conto corrente dell'eurodeputata, sul quale viene accreditato anche lo stipendio percepito per il mandato al Parlamento europeo.

 

"Non vi è stato alcun rifiuto di pagare da parte dell'Onorevole. Nessuna richiesta di pagamento le è stata portata compiutamente a conoscenza", rendono noto i legali dell'europarlamentare Ilaria Salis in una nota. Nonostante sia titolare di un domicilio digitale regolarmente iscritto all'Indice nazionale dei Domicili Digitali, Salis "non ha ricevuto a tale indirizzo né l'atto di precetto né l'atto di pignoramento e, a tutt'oggi, non è a conoscenza dell'esatto importo preteso né delle coordinate necessarie per effettuare il pagamento". Al contrario, "l'Onorevole aveva incaricato i difensori di contattare le controparti al fine di proporre una definizione rateale delle somme eventualmente dovute". I legali precisano che la condanna è stata impugnata e sarà riesaminata dalla Corte d'Appello di Milano il prossimo ottobre. "Anche la sentenza principale, erroneamente descritta in alcuni articoli come definitiva, non è definitiva: la sua efficacia esecutiva è stata sospesa e la relativa controversia è tuttora pendente in appello - viene precisato - Va infine ricordato che il giudizio di primo grado si è svolto senza che" l'europarlamentare "ne avesse mai avuto conoscenza".

"Contrariamente a quanto riportato, gli atti non le furono notificati presso la sua residenza, bensì nelle forme previste per le persone irreperibili, nonostante la sua residenza risultasse regolarmente iscritta all'anagrafe", specificano. "L'Onorevole Salis non si è dunque mai sottratta alle proprie eventuali obbligazioni ed è disponibile a corrispondere quanto dovesse risultare effettivamente dovuto all'esito dei giudizi in corso, non appena le saranno comunicati l'importo e le coordinate necessarie al pagamento", si chiude la nota.