PROSEGUONO LE INDAGINI

Pietracatella, mamma e figlia avvelenate. Nessuna traccia di ricina nei primi esami

Le prime analisi condotte dai laboratori del Robert Koch-Institut di Berlino sui 131 campioni prelevati il 30 luglio nella casa della famiglia Di Vita a Pietracatella non avrebbero rivelato tracce di ricina né di altre sostanze derivate dal Ricinus communis, come riferito da fonti qualificate. Si tratta di un esito provvisorio che richiederà ulteriori accertamenti, mentre la procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, ha confermato che non è stata ancora depositata alcuna relazione finale da parte degli esperti tedeschi, attivi su un sopralluogo mirato proprio a rilevare la potenziale presenza del veleno.

L'inchiesta sulla scomparsa di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita, aperta ad aprile 2026 contro ignoti con l'ipotesi di duplice omicidio volontario aggravato dal mezzo venefico dopo che a inizio marzo test del Centro antiveleni Maugeri di Pavia avevano evidenziato la presenza della sostanza nei tessuti organici delle vittime, vedrà ora una richiesta di proroga di circa trenta giorni da parte del team tecnico composto da Christian Herzog, Sylvia Worbs, Luca Morini, Carlo Locatelli e Daniele Merli per via dell'elevata complessità e mole di verifiche necessarie sui reperti prelevati.