senza Rete

Panico tra gli anarchici rimasti senza Rete. Scatta la caccia ai "server radicali"

Davide Di Santo

Trump ha staccato loro la spina e ora anarchici, antagonisti e AntiFa vari vanno alla ricerca di nuove Reti. L’inserimento del collettivo di cyberattivisti italiani Autistici/Inventati nella lista dei terroristi globali del Dipartimento di Stato americano, neanche due settimane fa, ha provocato un effetto domino con pochi precedenti. I servizi mail, blog, chat e di spazio web offerti in totale anonimato dalla piattaforma ai gruppi della sinistra radicale sono diventati di fatto inaccessibili, «congelando» buona parte della comunicazione online della rete antagonista che si appoggiava proprio su questi spazi virtuali. Gli stessi attivisti hanno alzato bandiera bianca: «Il collettivo Autistici/Inventati chiude e sospenderà tutti i servizi a breve termine», scrivono promettendo istruzioni per provare almeno a salvare i contenuti pubblicati, «nessuna di noi ha simpatia per i gesti eroici e men che meno per i martiri, quindi non ne faremo e non ne chiederemo».

 

E così nelle ultime ore su quel che resta dell’anarcosfera girano liste di «server radicali» alternativi ad A/I, la cui attività era stata rivelata e illustrata nel dettaglio da Il Tempo ad aprile. Il clima è teso, complice la diffidenza nei confronti dell’uso della tecnologia contro la «tecnomacchina» che si vuole distruggere, ma tant’è. «Non siamo mai stati grandi fan del mediattivismo, ma diffondere questa lista di fornitori di posta elettronica, blog e servizi vari ci sembra una questione di buon senso. Se dobbiamo abitare questo mondo virtuale fatto di uni e zeri, tanto vale non stare tutti accalcati nello stesso posto: così la prossima volta che qualche st**nzo si adopererà per tagliarci il cavo, magari non si spegnerà mezzo mondo», si legge in un messaggio rilanciato dai circoli anarchici su Telegram e sui canali non toccati dalla mannaia americana.

In allegato c’è la lista di server radicali selezionati da Rise Up, faro del cyberattivismo di sinistra con radici in Francia. Nel lungo elenco di servizi anonimi e gratuiti (unico requisito è l’adesione al manifesto politico) varie piattaforme con base in Italia, seppur con una potenza di fuoco inferiore rispetto a A/I. Collettivi come Esiliati.org, che offre email e chat criptate ed anonime oltre che spazio web senza chiedere alcun dato personale. E ancora Isole Nella Rete Project e Indivia.net, oltre che decine di piattaforme analoghe diffuse nel mondo latino e anglosassone.

 

Sono emersi inoltre nuovi dettagli sulla messa la bando di A/I. A unire i fili tra rivendicazioni di attentati e sostegno alle cellule AntiFa americane è stata una data scientist, Jennica Pounds, sostenitrice del governo Usa. Il messaggio è chiaro: trattare come terroristi anche chi non sabota o mette bombe, ma fornisce reti e anonimato digitale.