Fango sulla foto di Meloni con l'anziano di Amatrice. Il figlio: "Morti due suoi nipoti"
Un autentico linciaggio mediatico. Accuse vergognose, parole fuori posto, commenti raccapriccianti. I social, non da oggi, sono diventati il luogo del rancore e del disprezzo. Ma prendersela con un anziano ottantenne con la malcelata intenzione di attaccare Giorgia Meloni è davvero troppo. Durante lavisita ad Amatrice, a dieci anni dal terremoto, il premier si è trattenuto a parlare con i cittadini presenti. Tra questi, un uomo si è commosso e le ha rivolto un saluto caloroso: «Ci hai onorato, è la gioia più grande che ho avuto nella mia vita».
Meloni, visibilmente commossa, dopo un abbraccio, lo ha salutato: «Non mi fare commuovere». Un momento bello, di quella politica in mezzo alla gente di cui tutti parlano, ma che poi tutti temono. Una fotografia autentica di una interconnessione profonda tra il Palazzo e la gente. Ma in rete si è preso questo sentimento e lo si è trasformato in fango. Com- menti osceni, offensivi, allusivi. Angelo Serafini trasforma to in «un attore», in «un servo della destra», in un «figurante». Uno schifo indegno. Valerio Sopramonti, su X, ha scritto: «Il vecchietto che ad Amatrice è corso incontro alla Me loni ha superato il provino. L’ha scritturato Muccino per il sequel di L’ultimo bacio e Baciami Ancora: per ora si sa solo che si chiamerà Ora però basta baciarmi che mi sbavi».
C’è poi Mangino Brioches, che col coraggio leonino di chi manco ha gli attributi di mettere il proprio nome sui social, ha sentenziato: «Grandissima Meloni ad Amatrice. Ottimo casting, scenografia e regia perfette, e almeno treno mination: miglior sceneggiatura non originale, effetti spe ciali e migliore protagonista (tutto metodo Stanislavskij, evidentemente). Stavolta l’Oscar è suo». Dulcis in fun do, in questa squallida carrel lata dell’orrore, Roberto Av ventura: «Vergogna! Ma vi rendete conto che questo anziano è stato scelto e pagato per girare questa scena.... Mentre tutti i contestatori venivano isolati e bloccati dalla polizia». Ieri pomeriggio siamo riusciti a parlare telefonicamente con il figlio di Angelo Serafini, Sergio. «Stiamo vivendo questi giorni davvero malissimo - ci racconta, con la voce rotta dall’emozione Hanno accusato papà delle peggiori nefandezze, è assurdo. Ho letto che avrebbe preso dei soldi, che sarebbe un attore professionista, che sarebbe stato convinto dal partito della Meloni. Ovviamente si tratta di accuse false, falsissime. È stata una cosa assolutamente spontanea. Non le nego che poi, questa sovraesposizione mediatica, è tanto inaspettata quando detestabile.
Siamo persone normali e vogliamo continuare a vivere con i nostri ritmi». E suo padre come sta? «Papà è molto sensibile. Lui a settembre si deve operare al cuore. Ha ottantaquattro anni e vive le giornate con tanta preoccupazione. Cerca di non pensarci, ma la paura di andare sotto i ferri c'è, eccome se c’è». Si è commosso quando ha visto Giorgia Meloni. Come se lo spiega? «È la felicità per l’attenzione che una persona importante gli ha dato. Per Amatrice. Non le nego che io e mio fratello abbiamo paura di leggere giornali e social per non rimanere ancora più male».
Papà ha perso dei cari durante il terremoto? «Sì, il fratello e la moglie del fratello, ma il dolore più grande della famiglia, quello che non va più via, è stata la morte dei nipotini». La casa nella quale viveva è stata distrutta dalle scosse? «Sì e vive da nove anni in una Sae (le casette per i terremotati). Per comprare la casa che aveva in centro ci sono voluti anni di lavoro, di sacrifici e di rinunce. Il suo desiderio è di veder ricostruito il centro storico il prima possibile. Ecco perché è stato così contento ed emozionato quando è venuto il Presidente del Consiglio».
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