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Terremoto Napoli, lo sciame continua: nuove scosse. Cos'è il bradisismo dei Campi Flegrei

Ignazio Riccio

La terra continua a tremare nell'area flegrea. Dopo la scossa di magnitudo 4.7 registrata ieri sera alle 19.46, la più intensa mai rilevata dall'inizio del monitoraggio strumentale della caldera, la zona tra Pozzuoli, Bacoli e i quartieri occidentali di Napoli resta sotto stretta sorveglianza. Il bilancio aggiornato parla di circa venti persone transitate nei pronto soccorso cittadini, due delle quali in codice rosso con danni sul territorio e crolli a Pozzuoli.  

L'epicentro del sisma, secondo la localizzazione dell'Osservatorio Vesuviano dell'Ingv, è stato individuato a circa tre chilometri di profondità, tra le aree di Pozzuoli e Quarto secondo quanto comunicato dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia riguardo l'orario e la localizzazione dell'evento. Un valore che supera quello finora ritenuto il tetto massimo della sequenza in corso, fissato a 4.6 e già toccato in due occasioni, il 13 marzo e il 30 giugno del 2025.  

 

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Le squadre dei Vigili del fuoco hanno lavorato per tutta la notte tra sopralluoghi e messa in sicurezza degli edifici più esposti. A farne le spese sono stati soprattutto immobili disabitati, alcuni dei quali sono crollati, mentre altre strutture hanno riportato lesioni tali da rendere necessario l'allontanamento dei residenti: 18 nuclei familiari sono stati fatti evacuare in via Sannino e altri 4 in via San Vitagliano, per un totale di 22 famiglie senza casa questa notte. Tra i danni più visibili, il crollo di un tratto di muro da una palazzina in via Pergolesi, a Pozzuoli, con blocchi di tufo caduti su alcune auto in sosta.

Ad accogliere le persone sloggiate sono stati allestiti centri di prima assistenza, uno a Napoli, in via Terracina, e uno a Pozzuoli. Nell'area di accoglienza del Palatrincone di Monteruscello, a Pozzuoli, sono stati allestiti 185 posti letto, mentre un'ulteriore area di attesa è stata attivata presso l'ex base Nato di Bagnoli.

Il sisma ha provocato anche un blackout diffuso, con interruzioni dell'energia elettrica in diversi quartieri; secondo quanto riferito dal coordinamento dei soccorsi, E-Distribuzione è riuscita a ripristinare progressivamente tutte le utenze nel corso della notte. All'origine dei disagi alla rete elettrica anche il cedimento parziale di un traliccio dell'alta tensione nella zona di Agnano, su cui i tecnici sono intervenuti nella notte. Sospesa per ore, invece, la circolazione ferroviaria nel nodo di Napoli, compresa la linea Alta Velocità, per consentire le verifiche tecniche sull'infrastruttura.

Tra le conseguenze più rilevanti c'è la chiusura dello scalo marittimo di Pozzuoli, disposta dalla Capitaneria di Porto dopo che la scossa ha aperto crepe estese lungo i piazzali di attracco. Lo stop riguarda tutti i collegamenti da e per Ischia e Procida, con la sospensione di oltre quaranta corse quotidiane tra traghetti e aliscafi. L'Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centrale predisporrà inoltre un'ordinanza per interdire l'accesso alle aree demaniali marittime che si trovano sotto i costoni rocciosi, giudicati a rischio dopo il sisma.

 

La scossa principale non è stata un episodio isolato ma l'apice di uno sciame sismico che prosegue ormai da ore. Dopo la replica delle 22, di magnitudo 3.8, la sequenza è proseguita nella notte con nuovi eventi, tra cui uno alle 4.17, fino a superare la trentina di scosse complessive registrate dall'Ingv. Dopo una pausa di oltre tre ore, la mattinata di oggi ha portato altre cinque scosse, la più forte delle quali di magnitudo 3.1 alle 5.47, un valore nettamente inferiore a quello della sera precedente, ma che conferma come il fenomeno sia tutt'altro che esaurito.

Il quadro resta legato al bradisismo che da tempo interessa la caldera flegrea, un lento sollevamento del suolo accompagnato da attività sismica che negli ultimi anni ha visto crescere progressivamente sia la frequenza sia l'intensità delle scosse. Gli esperti dell'Ingv sottolineano che l'evento di venerdì sera rientra proprio in questa fase, risultando il più energetico registrato da quando è iniziato il monitoraggio continuo del fenomeno.

Nella tarda serata di ieri si è riunito, al Centro operativo comunale di Pozzuoli, il centro di coordinamento dei soccorsi presieduto dal Prefetto di Napoli Michele di Bari, alla presenza del presidente della Regione Campania Roberto Fico e, in collegamento da remoto, del Capo del Dipartimento della Protezione civile Fabio Ciciliano. Il prefetto ha inoltre disposto l'attivazione di un servizio antisciacallaggio a tutela delle abitazioni lasciate vuote dai residenti allontanati, ed ha espresso vicinanza alle persone rimaste ferite, in particolare a quelle in condizioni più gravi.

Sul fronte del governo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è rimasta in costante contatto con il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci per seguire l'evolversi della situazione, mentre è stata immediatamente convocata l'Unità di crisi nazionale.  

Per la giornata di oggi, sabato 1° agosto, è stata convocata per le ore 10 una nuova riunione in Prefettura a Napoli, alla quale parteciperanno sindaci ed enti coinvolti, per fare il punto sugli interventi ancora necessari - a partire dalla situazione del porto di Pozzuoli - e valutare gli sviluppi delle verifiche strutturali in corso sugli edifici della zona.

Non solo emergenza immediata. A guardare oltre la fase acuta è l'Ordine dei Geologi della Campania, il cui presidente Lorenzo Benedetto ha ricordato che nell'area flegrea la risposta del territorio a un sisma dipende molto dalla natura del sottosuolo e dalla sua conformazione, in particolare per quanto riguarda i fenomeni di amplificazione sismica e l'instabilità dei versanti, proprio le dinamiche che, secondo l'Ordine, spiegano alcuni dei crolli osservati. L'associazione ha rinnovato la propria disponibilità a collaborare con Protezione civile, Regione e Comuni per una gestione del rischio fondata su una conoscenza approfondita del sottosuolo flegreo.