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Meteo, quando finisce la fiammata di caldo intenso. Giuliacci: "Le date da segnare"
Agosto parte all'insegna del caldo intenso sull'Italia. Secondo le previsioni meteo di Mario Giuliacci, sabato 1° agosto sarà caratterizzato dalla presenza di una forte ondata di caldo nordafricano, con temperature elevate su gran parte della Penisola e punte fino a 38 gradi. Una fase destinata però, almeno secondo le attuali proiezioni, ad attenuarsi progressivamente nei giorni successivi.
"Agosto parte con questa forte ondata di caldo nordafricano", spiega Giuliacci, sottolineando tuttavia che il picco non dovrebbe accompagnare l'Italia per tutta la prima decade del mese. "Dovrebbe già attenuarsi tra il 7 e il 10 su gran parte dell'Italia", mentre al Nord il caldo intenso dovrebbe cessare "intorno al 6-8 di agosto".
Per sabato primo agosto, dunque, il quadro meteorologico sarà prevalentemente stabile e molto caldo, anche se non mancheranno alcuni fenomeni temporaleschi pomeridiani. "Avremo ovviamente qualche temporale nel pomeriggio sulle Alpi, sulle Serre della Calabria e della Sicilia", precisa l'esperto in un video sul canale YouTube MeteoGiuliacci. Si tratterà quindi di fenomeni localizzati, inseriti in un contesto generale dominato dall'anticiclone nordafricano.
Le temperature massime raggiungeranno valori particolarmente elevati. "Intorno ai 35-38° su gran parte dell'Italia", prevede Giuliacci, con le punte più alte attese soprattutto in alcune aree del Centro-Sud e della Pianura Padana. Il caldo sarà intenso in particolare su "Val Padana, Toscana, Umbria, Lazio, Casertano, Foggiano, Materano e interno delle isole maggiori".
Giuliacci interviene anche sul tema del presunto record di caldo del luglio 2026, invitando a distinguere tra la percezione del caldo e i dati climatici. "Il caldo del luglio in corso è sempre il caldo che avvertite in questo momento, quello dell'anno passato l'hanno già dimenticato", osserva, definendo questo meccanismo "un fattore psicologico". Secondo i dati citati dal meteorologo, il luglio 2003 rimane al primo posto tra i più caldi, seguito dal 2015 e dal 2022. Il luglio 2026, invece, potrebbe collocarsi più indietro nella classifica: "Sembra che il luglio 2026 potrebbe collocarsi tra il quinto e il sesto posto". Una precisazione che Giuliacci accompagna con una critica a chi, a suo giudizio, ha parlato troppo facilmente di nuovi record.