in val di susa

Da Fakir ai NoTav, la scritta che conferma la regia rossa: "Sbirro brucia"

Valerio Castro

 "Sbirro brucia, Fakir è vendicato". La scritta seguita dalla "A" cerchiata simbolo dell'anarchismo è stata lasciata dai NoTav a Chiomonte in un giorno di gravi scontri da parte degli antagonisti. Un filo rosso che collega le frange estreme dei collettivi e dei centri sociali dalla Val di Susa a Bologna. A mostrarla è Roberto Poletti, alla conduzione della trasmissione 4 di sera, su Rete 4. 

 

Francesco Verderami, editorialista del Corriere della sera, osserva che a suo modo di vedere è "un anello di congiunzione mediatico operato dai terroristi NoTav" nei confronti degli antagonisti che hanno devastato Bologna per la manifestazione indetta dal sindaco Matteo Lepore a seguito della morte del cittadino marocchino durante un intervento della polizia. Il retroscenista sottolinea che l'esponente del Pd "ha organizzato un presidio a poche ore dalla morte di questo signore, di cui ancora non si sa la natura della sua morte, mentre naturalmente stava per montare la canea verso i due poliziotti" ed era praticamente certo che ci sarebbero stati  incidenti. Verderami sottolinea anche la doppia morale della sinistra, silente per la morte di Modena Esposito, donna investita a Modena nell'attentato di El Koudri, e sulle barricate per Fakir. "Naturalmente capisco che due poliziotti che uccidono un immigrato", nella convinzione di molti esponenti di sinistra, "fanno molto più gola di una donna che viene uccisa durante un attentato e infatti per lei non c'è stato un seguito".

 

 

 

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La cronaca della giornata è un bollettino di guerra. Centinaia di incappucciati hanno assaltato il cantiere di Chiomonte (Torino) della Tav, quattro mezzi delle forze dell'ordine incendiati e oltre 60 feriti secondo il Coisp. Un tratto dell'autostrada Torino-Bardonecchia viene interrotto per motivi di "ordine pubblico" e, a causa degli scontri tra i No Tav e le forze dell'ordine, la circolazione ferroviaria è stata sospesa per la presenza di manifestanti sui binari tra Bussoleno e Borgone Susa. In Valle di Susa il 'Festival Alta felicità' si trasforma in scene di guerriglia e, mentre proseguono le polemiche sulla morte di Fakir Abderrahim a Bologna, s'infiamma il dibattito politico. Pronta la chiamata del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, per chiedergli di trasmettere agli agenti delle forze dell'ordine la sua solidarietà e il suo ringraziamento per la loro azione al servizio della comunità nazionale, facendo pervenire anche la sua vicinanza agli agenti feriti. Il ministro dell'Interno in serata ha sottolineato: "Se qualcuno lo aveva sottovalutato, quanto accaduto rappresenta la riprova che c'è chi considera la violenza uno strumento legittimo di contrapposizione politica e che individua nelle Forze dell'ordine il bersaglio privilegiato da colpire. Probabilmente anche perché hanno capito che non arretreremo sulla difesa della democrazia. Per questo serve una presa di posizione unitaria, netta e senza ambiguità da parte di tutte le forze politiche e delle istituzioni".

 

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Dura la presa di posizione della premier Giorgia Meloni: "Chi lancia bombe carta, incendia mezzi dello Stato e aggredisce le Forze dell'Ordine non sta difendendo un'idea, sta attaccando lo Stato", il commento sui social della presidente del Consiglio. "A Chiomonte, dopo quanto accaduto nei giorni scorsi a Bologna, ancora una volta - aggiunge - donne e uomini in divisa sono stati bersaglio della violenza di delinquenti incappucciati. A loro va la mia solidarietà e quella del Governo. La violenza non piegherà lo Stato: chi serve l'Italia non sarà mai lasciato solo". A farle eco è il vicepremier e segretario di FI, Antonio Tajani. "È vergognosa e inaccettabile - sbotta - la guerriglia scatenata dai No Tav contro le forze dell'ordine, che ancora una volta difendono a costo della propria incolumità la sicurezza dello Stato e dei cittadini. Massima solidarietà a tutti i servitori dello Stato che in queste ore sono tornati a essere bersaglio. E tutto nell'assordante silenzio di una sinistra sempre più tollerante, se non addirittura connivente, con i teppisti, i violenti e i gruppi eversivi, da Bologna alla Val di Susa". E il leader della Lega e vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, su X scrive a caratteri cubitali: "Mano pesante con questi criminali!".