a zona bianca

Garlasco, nuovi dubbi. Lo scontrino, il bar e l'alibi di Sempio: cosa non torna

Ignazio Riccio

Un dettaglio rimasto per anni ai margini dell'inchiesta torna al centro del caso Garlasco grazie a un servizio di "Zona Bianca", il programma di Giuseppe Brindisi realizzato da Videonews in collaborazione con Tg4. Al centro c'è ancora una volta lo scontrino del parcheggio di Vigevano, da diciotto anni pilastro dell'alibi di Andrea Sempio, unico indagato nella nuova indagine della procura di Pavia sull'omicidio di Chiara Poggi.

Secondo la ricostruzione del giornalista autore del servizio, Sempio "si sarebbe comunque recato a Vigevano per andare in libreria", il 13 agosto 2007, e in quell'occasione racconta che avrebbe fatto l'ormai noto biglietto del parcheggio, ma avendo trovato la libreria chiusa, riferisce di essersi limitato a fare un giro in piazza e di essere poi tornato a Garlasco, passando a salutare la nonna prima di pranzare con i genitori. Una circostanza che la madre, Daniela Ferrari, avrebbe "in un primo momento" confermato nella telefonata del 2022 con l'inviato de Le Iene Alessandro De Giuseppe. Ma qualche settimana dopo, sempre parlando con De Giuseppe, la donna avrebbe raccontato una scena diversa. Ecco le sue parole, mandate in onda dal programma.

 

"Viene a casa e mi dice non ho fame. Gli ho detto: ma scusa perché non hai fame? Mi son bevuto mezzo litro d'acqua. Come ti sei bevuto mezzo litro d'acqua? Sì, ho preso un caffè e poi ho preso una bottiglietta d'acqua. Quella là mi ha dato la bottiglietta e non mi ha dato il tappo. Gli ho detto scusa e tu la bevi tutta?".

Un racconto che il giornalista definisce "una contraddizione, sottolineata anche nell'informativa finale che i carabinieri hanno inviato alla procura di Pavia, nell'ambito della nuova indagine sull'omicidio di Chiara Poggi". La domanda che pone il servizio è diretta: "Dove avrebbe preso Sempio questa bottiglietta d'acqua? È davvero entrato in un bar?".

 

La stessa questione era già stata posta a Sempio nello studio di "Quarto Grado". In quell'occasione, in trasmissione un ospite aveva osservato: "Sai cos'è il problema? Il problema per lui è che la libreria è l'unica cosa che era chiusa quel giorno. Cioè se lui avesse detto teoricamente al bar, sono andato a Vigevano, sono andato al bar…". Al conduttore che allora chiedeva conferma ("Del 13 stai parlando?"), la stessa fonte in studio aggiungeva: "Al bar sarebbe stato riscontrabile. Uno va al bar e dice ma l'avete visto? La libreria è praticamente chiusa e quindi...". Interpellato direttamente - "Ma lei è andato quel giorno poi a Vigevano al bar?" - Sempio aveva risposto: "No, sono andato lì, ho trovato la libreria chiusa, ho fatto un giro della piazza e sono tornato indietro".

A completare il quadro, "Zona Bianca" ha mandato in onda anche un'intercettazione di Sempio in auto, da solo, in cui replica con insofferenza alle domande ricevute su quella mattinata. "Se tu dici che quella mattina ero andato da solo a Vigevano, che poi è così, non c'è una ragione, perché mi andava di farlo… la cosa che dicono ehi ma quella cosa non è normale, però ci sono delle cose che sono oggettive e altre soggettive, quando andiamo nel soggettivo, ma vai… quando vado in libreria, ma vai in libreria a fare? [...] Allora ci sono delle risposte che ho dato ma perché poi mi esce il cinismo. Poi mi esce il sarcasmo quando mi fa, ah però… magari esce magari va al bar o a fare un giro alle dieci del mattino vai al bar al pub alle dieci del mattino sono alcolista adesso?".

Nelle sue stesse parole, dunque, Sempio rivendica il diritto a una spiegazione "soggettiva" e imputa al proprio "sarcasmo" alcune risposte che nel servizio vengono presentate come ambigue. Resta però il nodo sollevato in trasmissione: da dove arriva la bottiglietta d'acqua raccontata alla madre, se lo stesso Sempio nega, davanti alle telecamere di “Quarto Grado”, di essere mai entrato in un bar quella mattina? Una domanda che si aggiunge alle altre sollevate negli ultimi mesi sull'autenticità dello scontrino del parcheggio, tuttora al vaglio della Procura di Pavia in vista della chiusura delle indagini, prevista per fine settembre.