condanna
Torino, tabaccaio sparò e uccise un ladro dal balcone di casa: la condanna è definitiva
Diventa definitiva la condanna a 1 anno e 8 mesi per Marcellino Franco Iachi Bonvin, il tabaccaio di Pavone Canavese (Torino) che, nell'estate del 2019, uccise un ladro sparando dal balcone della propria abitazione mentre era intento a rubare nella sua tabaccheria insieme a due complici. I difensori dell'uomo hanno rinunciato al ricorso in Cassazione e, di conseguenza, la sentenza d'appello è passata in giudicato. La pena è sospesa condizionalmente, per cui il commerciante non andrà in carcere.
Il furto nella tabaccheria
I fatti risalgono alla notte del 7 giugno 2019. Intorno alle 2.30 Iachi Bonvin venne svegliato dall'allarme del suo esercizio commerciale. Affacciandosi al balcone vide tre malviventi che stavano caricando su un furgone la macchina cambiamonete del bar tabaccheria di sua proprietà, situato a pochi metri dall'abitazione. Impugnò quindi una pistola, regolarmente detenuta, e sparò in direzione dei ladri, colpendo mortalmente Ion Stavila, 24enne moldavo. La vicenda ebbe un'ampia eco mediatica e l'allora ministro dell'Interno Matteo Salvini espresse pubblicamente la propria vicinanza al tabaccaio. Un caso che richiama, per alcuni aspetti, quello di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione per l'uccisione di due banditi durante una rapina nella sua gioielleria.
Il processo al tabaccaio
Inizialmente Iachi Bonvin venne rinviato a giudizio con l’accusa di omicidio volontario. Nel 2024 il Tribunale di Ivrea lo condannò in primo grado a 5 anni di reclusione, riconoscendo le circostanze attenuanti. Nel dicembre 2025 la Corte d'Assise d'Appello di Torino ha riqualificato il fatto in omicidio colposo, riducendo la pena a 1 anno e 8 mesi. In buona sostanza, i giudici hanno ritenuto che la situazione era assimilabile all’ipotesi della legittima difesa putativa: esplodendo il colpo che ha ucciso Ion Stavila, l’uomo avrebbe travalicato, per un errore di valutazione della situazione, i limiti della legittima difesa. Decisive nel processo sono state due perizie balistiche, una disposta dalla Procura di Ivrea e una dalla difesa, che hanno consentito di chiarire la dinamica degli spari. I legali del tabaccaio avevano inizialmente impugnato gli esiti delle consulenze balistiche e medico-legali, ma poi hanno deciso di rinunciare al ricorso in Cassazione. Con la scadenza dei termini, la sentenza d'appello è così diventata definitiva.
Le parole del tabaccaio
Dopo la lettura del verdetto, lo scorso dicembre, Iachi Bonvin si era commosso: “Sono stati sei anni di sofferenza. - aveva detto - Se tornassi indietro non lo rifarei. Ma sono sempre stato tranquillo perché sono convinto di essermi solo difeso, come fecero mio papà e mio nonno”.