Gianni Letta: "Leggere il giornale ci permette di riordinare il mondo"
Gianni Letta protagonista nella Sala della Regina della Camera dei Deputati, in occasione del convegno 'Comunicazione: la Via Maestra per Dialogo e Cultura'. Una cornice istituzionale promossa in occasione dei trent'anni dell'agenzia Headline Giornalisti, fondata nel 1996 da Riccardo Benvenuti e Leonardo Bartoletti. "Questi trent'anni di Bartoletti e della sua società ci hanno dato una lezione, che induce alla riflessione - ha sottolineato Gianni Letta - Io appartengo a quella generazione di giornalisti che ragazzi entusiasti, convinti di scegliere una professione che avrebbe consentito loro di contribuire a cambiare il mondo. Pensavamo e ripetevamo con orgoglio quelle parole attribuite a Hegel, che il giornale è la preghiera laica del mattino. La lettura del giornale al mattino consente ad ognuno di noi di mettere in ordine il mondo, prima di iniziare le rispettive attività. Oggi la prima conseguenza dei mutamenti avvenuti campo della comunicazione è che non si prega più al mattino, almeno con il giornale, perché non c'è più il momento di guardare i fatti del giorno. Basta aprire lo schermo di un telefono per essere intrisi con una continuità senza fine di messaggi che qualcuno sceglie per noi che qualcuno ordina per noi che qualcuno ci impone forza che nella libertà vi scelta del giornale una volta non c'era mutato, qualcosa di profondo è mutato, qualcosa di profondo dettato dall'algoritmo c'è qualcosa che ci condiziona, che ci orienta perché il modo con cui quei messaggi vengono scelti e ordinati secondo una certa gerarchia ci dà la possibilità di rimanerne condizionati - ha concluso Letta - Tanto più è potente il mezzo tanto più è forte questa possibilità di condizionare nel ricevere la comunicazione". Dopo i saluti del vicepresidente della Camera Giorgio Mulè vi sono stati gli interventi di Dario Viganò, già Prefetto per la comunicazione della Santa Sede, Carlo Bartoli, presidente dell'Ordine dei Giornalisti, gli onorevoli Deborah Bergamini e Filippo Sensi e Bernard Bedarida in rappresentanza della Stampa Estera.
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