Boss mafioso
Mafia, trovato il tesoro di Messina Denaro: arresti e sequestri per oltre 200 milioni
Un’indagine di respiro internazionale ha portato alla scoperta di un imponente patrimonio frutto del reimpiego, anche attraverso società off shore, dei guadagni incassati dagli anni '80 col narcotraffico sotto l'egida di Cosa nostra trapanese e del capomafia Matteo Messina Denaro. L'operazione è coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo e condotta dai Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza, in esecuzione di un'ordinanza emessa dal gip con cui sono stati disposti la custodia cautelare in carcere nei confronti di 3 soggetti e il sequestro di beni, società e disponibilità finanziarie per oltre 200 milioni di euro. Le attività sono in corso di svolgimento - oltre che in Italia - ad Andorra, a Gibilterra, alle Isole Cayman, in Lussemburgo, in Svizzera, in Libano, nel Principato di Monaco e in Spagna (nelle città di Malaga, Marbella, Benahavis e Puerto Banùs), in stretta collaborazione e costante raccordo con i collaterali Organi giudiziari e di polizia. I dettagli saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa alle 11 di oggi, alla presenza del procuratore nazionale antimafia e Antiterrorismo, Giovanni Melillo, e del Procuratore della Repubblica di Palermo Maurizio de Lucia.
"Tante persone hanno protetto la latitanza di Messina Denaro e tanti sono coloro che continuano a proteggere attualmente i mafiosi. Sono 18 i soggetti individuati, processati e condannati per avere favorito la latitanza del boss di Castelvetrano, diversi stanno scontando una condanna definitiva: la giustizia è stata in questo caso celere, ma non ci fermiamo perché abbiamo il dovere di ricostruire quello che è successo in questi 30 anni e di trovare tutti i responsabili”, aveva detto proprio negli scorsi giorni il procuratore di Palermo all'evento organizzato dalla Fondazione Falcone per i 34 anni della strage di Capaci.