alta tensione

Italia nel mirino degli anarchici greci, blitz all'ambasciata: "Attaccare lo Stato con ogni mezzo". Il tam tam sui social

Davide Di Santo

Italia nel mirino degli anarchici greci. La galassia della “A” cerchiata ha annunciato una manifestazione davanti all’ambasciata italiana ad Atene mercoledì 20 maggio alle 19, due mesi esatti dopo la morte di Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, uccisi dalla bomba che stavano preparando in un rudere del parco degli Acquedotti, a Roma. E poche settimane dopo la decisione del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, di rinnovare il regime del 41 bis ad Alfredo Cospito, che in Italia come in Grecia è visto dalla comunità insurrezionalista come un eroe e un martire dell’anarchismo.

Ad annunciare la manifestazione è l’”Assemblea di solidarietà per attivisti imprigionati, latitanti e perseguitati” che denuncia la “tattica di strumentalizzazione della tragica morte dei compagni” Ardizzone e Mercogliano “da parte della narrazione dominante, inizialmente strumentalizzata dalla campagna denigratoria a cui si dedicano i media italiani”.

 

Gli anarchici greci ricordano le vicende giudiziarie dei due italiani e puntano il dito contro il governo di Roma: “Lo spazio italiano ha costituito, soprattutto per la realtà europea, un campo 'laboratorio' ideale per lo sviluppo di una moltitudine di strumenti repressivi”. E minimizzano le azioni di Cospito “che si è assunto la responsabilità politica di un attentato della FAI”, si legge in un documento diffuso online. Il pescarese sconta la sua condanna al carcere duro per la gambizzazione del manager di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, e per le bombe alla Scuola Allievi Carabinieri di Fossano.  

Gli anarchici accusano le autorità greche di “complicità”con l’Italia  in virtù del memorandum d'intesa in essere tra i ministeri dell’Interno dei due Paesi siglato dai ministri Michalis Chrysochoidis e Matteo Piandentosi per contrastare immigrazione clandestina e terrorismo.

 

Nel comunicato si difende “la decisione di attaccare lo Stato senza remore, con ogni mezzo”, e vengono citate le parole di Ardizzone al processo Sibilla: "Sono un'anarchica. In quanto anarchica, sono nemica di questo Stato, così come di ogni altro Stato (…). La violenza degli oppressi può essere considerata una risposta legittima contro le strutture di potere".

 

Intanto il nome dei due anarchici italiani compare anche nella rivendicazione di un attentato esplosivo contro l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale greco, il 23 aprile scorso a Kallithea. Nel documento riportato dai media antagonisti greci qualche giorno fa si rivendica “la resistenza violenta” e viene esaltata la figura di Kyriakos Xymitiris, morto il 31 ottobre del ’24 in un appartamento del quartiere ateniese di Ampelokipoi in modo analogo a quello di Ardizzone Mercogliano, ossia per lo scoppio dell’esplosivo che stava maneggiando. Due donne sono state condannate a 19 e 8 anni per terrorismo, pochi giorni fa. Altri nomi che passano all’elenco dei “martiri” per cui gli anarchici sono pronti a colpire.