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Garlasco, a Milano spunta una nuova inchiesta: chi c'è nel mirino

Luca De Lellis

Ulteriore carne sul fuoco del caso Garlasco. Un nuovo filone di indagine è in procinto di partire: stavolta non sul delitto in sé, bensì su chi ha trasformato i familiari della vittima in bersagli. La Procura di Milano ha aperto un fascicolo su oltre 200 denunce presentate dai familiari di Chiara Poggi. Nel mirino chi, nell'ultimo anno, ha diffamato e perseguitato mediaticamente chi le era più vicino e che, a vario titolo, ha visto il suo nome essere inserito nel calderone delle ipotesi mediatiche, anche le più assurde. A dare la notizia, mercoledì pomeriggio su Canale 5, è stato il giornalista Gianluigi Nuzzi durante la trasmissione "Dentro la notizia". Secondo quanto riferito, il Procuratore di Milano Antonio Pansa ha raccolto oltre 200 querele: una settantina depositate dai genitori Poggi, un centinaio dalle cugine di Chiara - le gemelle Cappa - e altre da soggetti diversi. Le ipotesi di reato vanno dalla diffamazione agli atti persecutori, con pene che possono arrivare fino a sei anni e mezzo di reclusione. Nella lista di nomi nelle mani dei pm ci sarebbero blogger, giornalisti e il direttore di un settimanale - nomi che Nuzzi non ha fatto - accusati di aver colpito ripetutamente la famiglia della vittima con ricostruzioni stravaganti del delitto, mettendo in dubbio persino la presenza di Marco Poggi, fratello di Chiara, in vacanza con i genitori la mattina dell'omicidio, fino a indicarlo come presente sulla scena del crimine. Questo nuovo capitolo si innesta in un giallo già di per sé esplosivo.

 

 

 

La Procura di Pavia ha chiuso le indagini su Andrea Sempio, 38 anni, accusato dell'omicidio di Chiara Poggi - uccisa il 13 agosto 2007 - con le aggravanti della crudeltà e dei motivi abietti. All'epoca dei fatti Sempio aveva 19 anni ed era uno dei più cari amici del fratello della vittima. A sostegno delle accuse, la Procura ha elencato 21 elementi: dal suo Dna sulle unghie di Chiara, all'impronta palmare trovata sulle scale che portano al seminterrato, ai soliloqui intercettati in auto nell'aprile 2025 in cui avrebbe parlato di un video intimo della ragazza e del suo rifiuto, fino all'assenza di un alibi per la mattina del delitto. È in questo clima di esposizione mediatica senza precedenti che centinaia di denunce si sono accumulate sul tavolo dei pm milanesi. Quelle che per mesi sono state ipotesi rimbalzate tra trasmissioni televisive, blog e social diventano ora oggetto di indagine penale. I familiari di Chiara Poggi, stufi di stare a guardare passivamente il caos circostante, hanno presentato il conto salato. E ora chiedono alla giustizia di far sì che qualcuno lo paghi.