migranti

La Sea-Watch non si ferma e i libici sparano. Salis & Co. contro Meloni ma dimenticano un "dettaglio"....

Valerio Castro 

Tensione nelle acque del Mediterraneo. "Una motovedetta libica ha aperto il fuoco con una raffica di colpi contro la nave Sea-Watch 5 che aveva appena soccorso 90 persone in acque internazionali"., denuncia la Ong che spiega che "i miliziani libici hanno minacciato l'abbordaggio se la Sea-Watch 5 non si fosse diretta verso Tripoli, contro le direttive delle autorità tedesche - stato di bandiera della nave - che hanno invece indicato alla nave di fare rotta nord a tutta velocità per mettersi in sicurezza".

"Le autorità italiane, interpellate da Sea-Watch, se ne sono lavate le mani, affermando che la situazione non è di loro competenza", ammette la Ong. Ma che c'entra l'Italia? "Eppure, la motovedetta libica presente sulla scena insieme a un'altra imbarcazione più piccola è stata donata dal governo italiano alla Libia per le operazioni di cattura e respingimento nel Mediterraneo, come da intesa siglata tra i due Paesi. Il fatto che questi avvengano nell'ambito del Memorandum d'Intesa Italia-Libia denota una responsabilità italiana, che avrebbe dovuto attivarsi con urgenza per assicurare la sicurezza delle persone a bordo", si legge ancora. 

 

Insomma, la motovedetta è stata donata da Roma e Roma deve risponderne. Curioso. Cavalcano la polemica gli esponenti di Avs. "La sedicente “guardia costiera” libica – finanziata, addestrata ed equipaggiata anche dal Governo italiano e dall’Unione Europea – ha appena aperto il fuoco contro la #SeaWatch5, imbarcazione della ONG  impegnata nel soccorso di 90 persone nel Mediterraneo - attacca Ilaria Salis -  In questo momento starebbe inseguendo e minacciando la nave umanitaria, con il chiaro intento di sequestrare le persone #migranti e ricondurle in #Libia, dove sono sistematicamente esposte a torture, violenze, ricatti, detenzione arbitraria, tratta di esseri umani e riduzione in schiavitù. Chiediamo alle autorità italiane ed europee di intervenire immediatamente, in difesa della vita umana e nel rispetto del diritto internazionale, per garantire la protezione dell’equipaggio e delle persone soccorse. Nessuna collaborazione con le milizie libiche. Nessuna complicità con chi è responsabile di torture, violenze e crimini contro l’umanità. Massima allerta!".

 

Angelo Bonelli rilancia: "Una motovedetta libica, donata dal governo italiano, apre il fuoco contro la Sea-Watch 5 dopo il soccorso di 90 persone in acque internazionali e il governo italiano fa Ponzio Pilato e si lava le mani dicendo che non è di sua competenza. È una vergogna". "La colpa dell'equipaggio? - dice Nicola Fratoianni di Avs - Aver salvato 90 persone da un barchino alla deriva. È intollerabile. Una milizia finanziata dal nostro Paese ha aperto il fuoco su una nave umanitaria. Come se non bastassero le violenze sistematiche contro le persone in fuga nel Mediterraneo, adesso sparano anche su chi le soccorre: un crimine inaudito". "Ci aspetteremmo una presa di posizione netta dal nostro governo, ma sappiamo già - prosegue il leader rossoverde - che non accadrà". 

Sorprende che non venga menzionato un dato fondamentale. Il memorandum Italia-Libia tanto denigrato è stato siglato nel 2017 dall'allora ministro dell'Interno, che non era un pericoloso sovranista ma il ministro di centrosinistra Marco Minniti...