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Garlasco, Bruzzone a valanga: "Contro Sempio niente di concreto, e sul sangue dice un'altra cosa"
Quanto emerso finora dalla chiusura delle nuove indagini sul delitto di Chiara Poggi a Garlasco, il 13 agosto 2007, può essere sufficiente a riscrivere la storia processuale del caso che divide l'Italia? Alberto Stasi è innocente? Andrea Sempio, come ipotizzato dalla Procura di Pavia, è il vero colpevole? Se ne parla nel corso della puntata di venerdì 8 maggio di Quarto Grado su Rete4. Tra gli ospiti di Gianluigi Nuzzi c'è la criminologa Roberta Bruzzone che dopo aver letto l'informativa con le accuse all'amico di Marco Poggi non ha dubbi sula consistenza degli elementi raccolti dagli inquirenti.
"Ho trovato una marea di interpretazioni, e ogni elemento viene letto attraverso la chiave accusatoria", spiega la criminologa secondo cui "di elementi concreti" non ce n'è "neanche mezzo". L'analisi è chiara: "Le intercettazioni che sono state divulgate a livello mediatico, lette sull'informativa, hanno chiaramente una collocazione totalmente diversa. Io onestamente, dalla prima lettura che chiaramente approfondirò, non ho trovato nessun elemento concretamente, univocamente, in maniera insuperabile in grado di mettere in discussione la condanna di Alberto Stasi".
Insomma, per Bruzzone le carte mostrate finora dai pm non sono in grado di cambiare la verità giudiziaria del delitto di Garlasco. La criminologa nell'informativa ha trovato "tante interpretazioni, tante suggestioni, tante chiavi di lettura che forniscono gli operatori" ma non "elementi concreti".
Nel dettaglio "faccio un esempio che a me francamente ha colpito, anzi, inquietato è la parola corretta". Bruzzone fa riferimento "all'intercettazione che viene riportata sui giornali dove addirittura Sempio direbbe 'quando sono andato via il sangue c'era'. In realtà, e viene citata, la frase corretta è 'quando sono andato io il sangue c'era'. E c'è, tra parentesi, un'annotazione di chi ha firmato l'informativa che scrive 'compatibile con quando sono andato via'", ma la frase riportata dalla stessa informativa è diversa, è 'quando sono andato io'.
La frase captata nel soliloquio di Sempio in auto prende una coloritura diversa, secondo la criminologa. Nella sua versione "originale" non è immediatamente comprensibile. "Cosa vuol dire 'compatibile con quando sono andato via'? Come fa un'informativa a contenere un dato di questa portata interpretato? Quando c'è un dato oggettivo che dice altro e che è chiaramente interpretabile".
E ancora: "Un conto è dire 'quando sono andato io, il sangue c'era'. Che senso ha? Se avesse commesso lui l'omicidio che frase è questa? Cosa vuol dire? Lo sanno tutti a quel punto che il sangue c'è. Quindi che tipo di significato può avere 'quando sono andato io', legato all'omicidio?". Nuzzi fa notare che "se leggessimo tutto il testo si capisce che si fa riferimento al sangue secco e al sangue fresco. Questo credo che sia la differenza".
Tuttavia per Bruzzone il nodo della questione è che una frase importante è stata "reinterpretata dall'operatore" che l'ha trovata "compatibile" con un'altra frase e "a me sembra un dato abbastanza sconcertante. Il dato deve essere obiettivo, l'intercettazione non può essere stiracchiata o trasformata in qualcosa di diverso". In sintesi "ho letto tutta una serie di aspetti che francamente non solo non mi hanno convinto, ma anzi mi hanno convinto esattamente dell'opposto. Cioè che gli elementi obiettivi e oggettivi in mano, a partire dallo scontrino, non ce n'è manco mezzo. Sono interpretazioni, ipotesi, in qualche modo costruite sulla base di una teoria iniziale, dove peraltro viene dato ampio risalto anche in qualche modo all'input iniziale che arriva dalla difesa di Stasi - conclude Bruzzone -. Oggi non trovo nulla di convincente al punto da travolgere la sentenza passata in giudicato. Anzi, trovo tutta una serie di elementi che possono essere agevolmente spiegati in maniera totalmente alternativa alla lettura esagerata dagli operatori".