raduno a genova
Alpini a Genova, scattano le spedizioni dei centri sociali: "Ruba la penna"
Inizia la 97esima Adunata nazionale degli alpini e oltre settemila Penne nere si stanno ritrovando a Genova per un weekend di commemorazione e festa, ma nonostante le pacifiche intenzioni di Paolo Frizzi e i suoi, nel capoluogo ligure è iniziato il gioco choc “ruba la penna all’Alpino”. Antagonisti e centri sociali infatti hanno rilanciato sui social questo macabro e quanto mai oltraggioso passatempo: rubare l’effige simbolo degli alpini e farne scorta. A vincere sarà chi ne raccoglie di più. Un’offesa che le frange più estreme degli antagonisti starebbe mettendo in atto mentre le penne sfilano per le vie di Genova.
Una sfilata e delle commemorazioni che nelle intenzioni degli organizzatori dovevano essere prive di polemiche. Tant’è vero che gli alpini hanno portato con sé ed esposto in città un gigantesco cappello da alpino interamente in lego dell’artista Egidio Petri di Segonzano e si stanno preparando alla grande sfilata in cui verrà ricordato chi “è andato avanti”.
Nonostante questo però il clima nel capoluogo ligure si fa giorno dopo giorno sempre più pesante. Accuse, insinuazioni, polemiche: la sinistra e i centri sociali hanno motivato il gioco “ruba la penna all’Alpino” accusando gli Alpini di essere coloro i quali “scortano e proteggono le ronde di carabinieri e sbirri nell'operazione strade sicure”.
E gli antagonisti sono già passati dalle parole ai fatti. Su uno dei bus cittadini infatti un alpino ha denunciato di essere stato accerchiato da una ventina di ragazzi: “Siamo stati accerchiati da una ventina di ragazzi, tutti giovani, tutti ‘sinistroidi’ e uno mi ha fregato la penna alpina e subito è scappato” ha raccontato. Sul caso ora indaga la Digos che ha raccolto la testimonianza dell’uomo che ha detto di più sullo squadrismo degli antagonisti: “Io ho cercato di raggiungerli, ho visto dove l'ha messa ma sono stato accerchiato da dei ragazzi, mi dicevano guerrafondaio. Alla fine ho deciso di andarmene, erano arrivati ad essere trenta o quaranta”.