Garlasco, chiuse le indagini su Sempio: perché i pm sono convinti che ha ucciso lui Chiara Poggi

Angela Bruni

Dopo un anno e quattro mesi l’inchiesta su Andrea Sempio è finita. La Procura di Pavia ha notificato l’avviso di conclusione indagini preliminari per il delitto di Garlasco e l’omicidio di Chiara Poggi. La ricostruzione alternativa alle sentenze di condanna per Alberto Stasi su come la 26enne sia stata uccisa la mattina del 13 agosto 2007 non cambia di una virgola rispetto all’invito a comparire per Sempio che mercoledì si è avvalso della facoltà di non rispondere: è accusato di omicidio volontario pluriaggravato da «crudeltà» e «motivi abietti» per aver ucciso Chiara Poggi in più fasi con «almeno 12 colpi» in preda «all’odio» causato dal rifiuto del «suo approccio sessuale».

 

Lei ha provato a difendersi. Lui l’avrebbe colpita «reiteratamente» in testa fino a farle perdere i sensi e causarne la morte sulle scale della cantina. Il Procuratore capo Fabio Napoleone «provvederà» nei prossimi giorni a inviare al Procuratore generale di Milano, Francesca Nanni, l’atto «illustrativo e riassuntivo» delle prove raccolte con la riapertura delle indagini sul caso, sin dal 2016-2017, per valutare un’istanza di revisione della condanna per l’ex fidanzato. Fra quelle che il procuratore aggiunto, Stefano Civardi, e le sostitute Valentina De Stefano e Giuliana Rizza indicano negli allegati ci sono decine di «conversazioni» intercettate dalla Procura di Brescia nel fascicolo che vede accusato di corruzione in atti giudiziari l’ex procuratore aggiunto, Mario Venditti, con l’ipotesi di aver «ricevuto una somma indebita di denaro» per circa «20/30mila euro» per «favorire Sempio» chiedendone l’archiviazione nel 2017 nel primo procedimento. In 16 pagine è riassunto un «elenco di beni» sottoposti a sequestro nel Comando provinciale dei carabinieri di Milano di via Moscova: bloc-notes, fogli A4, agendine e manoscritti, numerosi dispositivi informatici che sono stati sequestrati all’indagato, ai genitori, Giuseppe Sempio e Daniela Ferrari, agli amici Roberto Freddi, Mattia Capra, al padre del defunto Michele Bertani, e alla trasmissione televisiva Le Iene.

 

Il Tg1 anticipa che i carabinieri non hanno gradito la «costante difesa d’ufficio di Andrea Sempio» da parte di Marco Poggi, fratello della vittima, che nelle carte viene definito «ostile» agli investigatori. «Io capisco che fate il vostro lavoro - le parole di Poggi durante il primo interrogatorio del 20 maggio 2025 - però in questa situazione mi state influenzando». Per gli inquirenti Poggi avrebbe modificato il contenuto delle testimonianze «rese nell’arco di 18 anni e confermate fino a 2 mesi prima». Ieri mattina, intanto, si è riunito con Sempio il pool difensivo: gli avvocati Liborio Cataliotti, Angela Taccia, tutti i consulenti per decidere la strategia. Lui «ha dato una spiegazione convincente», dice Cataliotti, della «captazione ambientale» in auto del 14 aprile 2025 che sembrerebbe suggerire che abbia visto i video intimi di Chiara Poggi con Alberto Stasi su un cellulare. Tuttavia, fra le ipotesi al vaglio, anche quella che quei filmini presenti nel pc della vittima e trovati per la prima volta dai periti informatici del gup Stefano Vitelli nel 2007 non fossero compatibili per peso e formato con i microprocessori dei telefoni mobili.