interrogatorio su garlasco

Garlasco, la difesa di Sempio non si scompone: “Da pm indizi spiegabilissimi, siamo tranquilli”

Angela Bruni

I pm di Pavia hanno svelato le 'carte' dell'accusa ad Andrea Sempio durante l'interrogatorio in cui l'indagato è rimasto in silenzio, avvalendosi della facoltà di non rispondere. Il procuratore aggiunto Stefano Civardi con le pm Valentina De Stefano e Giuliana Rizza hanno parlato a lungo, per oltre tre ore, non lesinando dettagli della lunga indagine che sta provando a riscrivere la trama del delitto di Garlasco. "Nulla di nuovo, tutto spiegabilissimo" assicura Angela Taccia, legale di Sempio assieme a Liborio Cataliotti. E aggiunge: "Non possiamo entrare nei dettagli, posso dire che hanno esplicato in modo sintetico gli elementi fin qui raccolti. Non ci è stato fatto ascoltare nessun audio, non si è parlato dello scontrino alibi". I magistrati hanno riferito ai legali che le indagini "non sono ancora concluse". "Siamo calmi e lucidi" ha concluso Taccia.

 

 

Inoltre la versione di Marco Poggi, fratello di Chiara, resta identica e difende Andrea Sempio: mai visto i video intimi tra la ventiseienne e il fidanzato Alberto Stasi presenti nel pc di casa Poggi al quale l'allora 19enne e l'amico avevano libero accesso. Davanti ai pm di Pavia, il 37enne 'smonta' il presunto movente - la presunta infatuazione dell'indagato con la vittima - e ribadisce l'assenza di rapporti tra Sempio e la vittima. Agli inquirenti che per circa due ore lo sentono come testimone, Marco Poggi risponde con serenità e sicurezza. Di fronte alla perizia o all'impronta 33 che la procura attribuisce a Sempio, il testimone ribadisce l'innocenza dell'amico. E anche di fronte a frasi ambigue la sua convinzione non vacilla. Già un anno fa (20 maggio 2025) Marco Poggi fu ascoltato in una caserma vicino Mestre (Venezia) e gli fu messa davanti la foto dell'impronta 33 - trovata sulle scale dove è stato trovato il corpo senza vita di Chiara Poggi - per capire a quali stanze della villetta aveva accesso Andrea Sempio, per ricostruire i rapporti tra lui e la vittima e per capire la personalità dell'amico, da tempo al centro dei sospetti. Oggi, come allora, Marco Poggi ha ripetuto la sua versione.