ricostruzione

Garlasco, per i pm Sempio è l'unico assassino: la lite poi i dodici colpi

Valerio Castro

L'accusa per Andrea Sempio è adesso di omicidio volontario aggravanto dalla crudeltà e dai "motivi abietti, riconducibili all'odio" per Chiara Poggi "a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale". È quanto emerge dall'invito a rendere interrogatorio che le pm di Pavia Giuliana Rizza e Valentina De Stefano con l'aggiunto Stefano Civardi hanno notificato all'indagato del delitto di Garlasco.  L'arma con cui Chiara Poggi è stata uccisa con "almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto" non viene indicata dalla Procura di Pavia nell'invito a comparire per Sempio. Si tratterebbe di "corpo contundente" che secondo le nuove accuse dei pm Napoleone-Civardi-De Stefano-Rizza sarebbe stato utilizzato "reiteratamente" contro la "vittima" dall'amico di Marco Poggi la mattina del 13 agosto 2007 dopo una "iniziale collutazione". 

La dinamica - Secondo la nuova imputazione, da cui è stato espunto il concorso con Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l'omicidio, o con soggetti ignoti, i colpi iniziali sarebbero stati inflitti sulla "regione frontale sinistra" e quella "zigomatica destra" facendo cadere a terra la 26enne.

 

In "seguito" il 38enne di Vigevano avrebbe trascinato Chiara Poggi "verso la porta di accesso alla cantina". Lì lei avrebbe provato a "reagire" mettendosi "a carponi" e sarebbe stata nuovamente raggiunta da "3-4 colpi" nella "regione parieto-temporale sinistra", in quella "parietale posteriore" e lungo la "linea mediana ed in regione parietale sinistra paramediana" che le hanno fatto "perdere i sensi". Il corpo sarebbe stato fatto "scivolare lungo le scale" e Sempio si sarebbe ulteriormente accanito con "almeno 4-5 colpi" nonostante la 26enne fosse "già incosciente".

Per gli inquirenti pavesi e i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, che nella nuova imputazione sembrano riassumere gli esiti delle consulenze disposte negli ultimi mesi come quella affidata all'anatomo-patologa Cristina Cattaneo, sono questi ultimi colpi quelli mortali per Chiara Poggi a causa di "gravi lesioni cranio encefaliche". Proprio la presunta "efferatezza" della "azione omicidiaria" per il "numero e l'entità delle ferite inferte" è alla base di una delle due aggravanti contestate: la crudeltà, oltre ai motivi abietti.

 

Scena ribaltata - In altre parole una lite, poi i colpi ripetuti, almeno 12, inflitti soprattutto alla testa e anche sulle scale. Cambia la scena dell'omicidio di Garlasco e cambia l'autore del delitto, dettato dal fatto che - in base all'ipotesi dei pm - la giovane avesse rifiutato le avances dell'aggressore.