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Luci hollywoodiane e sapiente regia La macchina mediatica dietro la sindaca

Ogni uscita è pianificata in una campagna promozionale che non lascia nulla al caso Campionessa di algida perfezione strizza l'occhio all'elettorato rosso

Marco Zonetti
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Nel 2024, secondo uno studio, FdI risultò il partito più votato dagli operai, un tempo bacino della sinistra. Chissà, forse è per recuperare quei consensi che il sempre più confuso mondo dem, attraverso una campagna promozionale che neanche la prima di Via col Vento nel 1939 ad Atlanta, insiste sulla sindaca di Genova, già lanciatrice del martello, Silvia Salis. Da non confondersi con la meno azzimata Ilaria, l’omonima Silvia imperversa in tv, sui quotidiani «bene» e persino su Vanity Fair fotografata in uno sfavillio di filtri D’Urso e luci hollywoodiane. Del resto il cinema è casa sua, essendo moglie del regista Fausto Brizzi.
Ma cotale dispiego per imporla come sfidante di Giorgia Meloni alle prossime elezioni appare un’operazione così palesemente pilotata dall’alto da destare sospetti in due persone più che mai agli antipodi: Selvaggia Lucarelli e Gaia Tortora. Certo è che, sospinta dai media dem, la cosiddetta «anti-Meloni» (bionda e belloccia ma senza il piglio «popolare» della presidente del Consiglio) ha messo in ombra Elly Schlein ed è contrapposta a Giuseppe Conte da chi non vuole il presidente M5S a capo del campo largo. Ma siamo sicuri che i delusi dalla sinistra rifugiatisi a destra o nell’astensionismo possano vedersi rappresentati da questa campionessa di algida perfezione che pare uscita dal distopico «La fabbrica delle mogli» di Ira Levin? Malgrado il «martellante» (è il caso di dirlo) battage, è molto probabile che l’ultimo prodotto dell’ondivaga «fabbrica dei leader» dem sarà accolto dagli elettori rossi cum grano... salis.

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