il papocchio

Trump esagera e attacca: “Il Papa è un debole”. Leone replica: “Non ho paura di lui”

Pietro De Leo

È la cuspide di un fenomeno che da contrapposizione politica, legittima se vogliamo, si fa aggressione verbale, decisamente meno legittima. Così, ieri, Donald Trump ha affondato il colpo su Papa Leone XIV con un post sul suo social Truth. «È debole in materia di criminalità e pessimo in politica estera», scrive l’inquilino della Casa Bianca in riferimento al Pontefice. E ancora: «Parla di “paura” dell’amministrazione Trump, ma non menziona la paura che la Chiesa Cattolica e tutte le altre organizzazioni cristiane hanno provato durante il Covid, quando arrestavano sacerdoti, ministri e chiunque altro per aver celebrato funzioni religiose». Poi la butta sul “grimaldello” familiare: «Preferisco di gran lunga suo fratello Louis a lui, perché Louis è un vero sostenitore del MAGA. Lui ha capito tutto, Leone no». A corredo di queste parole durissime, un’immagine elaborata dall’intelligenza artificiale in cui Trump compare in una veste che ricorda Gesù nell’atto di imporre le mani su un malato per guarirlo. Parole durissime per una sortita pesantissima.

 

 

Il “frontale” dell’inquilino della Casa Bianca sul Pontefice deriva dalle prese di posizione di quest’ultimo che, nel solco dell’attenzione alla pace su cui ha orientato il pontificato, nelle ultime settimane aveva auspicato una risoluzione della crisi in Iran, criticando le parole di Trump che aveva ventilato la «distruzione di un’intera civiltà». Leone XIV, interpellato sul punto durante il volo che lo portava in Algeria, non mostra alcuna esitazione nel proseguire con il suo messaggio: «Non ho paura di Trump, continuerò a parlare a voce alta». E ancora: «Io continuo a parlare forte contro la guerra, cercando di promuovere la pace, il dialogo e il multilateralismo con gli Stati per trovare soluzioni ai problemi. Troppa gente sta soffrendo oggi, troppi innocenti sono stati uccisi e credo che qualcuno debba alzarsi e dire che c’è una via migliore». La reazione innescata dall’offensiva di Trump coinvolge tutta la politica internazionale. Il Presidente degli Stati Uniti rimuove l’immagine che lo ritraeva nei panni di una specie di Messia, ma non indietreggia su quanto affermato. Quando in Italia è quasi ora di cena, sollecitato a scusarsi da alcuni giornalisti alla Casa Bianca, dichiara: «No, non lo farò, perché Papa Leone ha detto cose sbagliate».

 

 

Ovviamente la ridda delle reazioni politiche arriva anche in Italia. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si esprime nel consueto scambio di telegrammi con il Papa che avviene prima di ogni viaggio all’estero: «Sono certo che nessuno potrà rimanere indifferente rispetto a questi solenni appelli, rivolti soprattutto alle giovani generazioni». Contestualmente, anche la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni concorda con l’impegno di Leone XIV: «Possa il Ministero del Santo Padre favorire la composizione dei conflitti e il ritorno della pace». I vicepresidenti del Consiglio e leader sono molto diretti. Matteo Salvini sottolinea: «Se c'è una persona che si sta spendendo sul tema della pace è Papa Leone. Attaccare il Papa non mi sembra utile». Antonio Tajani osserva: «Nutro grandissimo rispetto nei confronti del Santo Padre. È un uomo forte, determinato». La sinistra, da un lato condanna le parole di Trump, dall’altro prova a strumentalizzare l’accaduto in chiave interna, accusando la Presidente del Consiglio di non aver preso una posizione netta. È lei stessa, poco dopo, a tornare sull’argomento: «Trovo inaccettabili le parole del Presidente Trump nei confronti del Santo Padre».