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Anarchici in piazza, lotta per Cospito e i bombaroli: "Noi come i partigiani"

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Verso la conferma del 41 bis per il pescarese, antagonisti sul piede di guerra: oggi presidio al ministero

Davide Di Santo
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La notizia della possibile, anzi probabile, proroga della misura del 41 bis per Alfredo Cospito trapela da fonti governative un’ora prima dell’assemblea pubblica indetta in sostegno dell’anarchico pescarese al Pigneto, a Roma. Il clima già era cupo. Il movimento della «A» cerchiata sa da tempo che lo Stato non farà sconti. A piazza Nuccitelli qualche decina di persone.

Discreta ma visibile la presenza delle forze dell’ordine. «Li arruolano sempre più giovani per infiltrarsi tra gli studenti», dice uno a mezza bocca. Bandiere nere, qualche striscione: «Contro l’ergastolo ostativo», «Fuori Alfredo dal 41 bis», «Con Sara e Sandro nel cuore: rivoluzione». La manifestazione annunciata per il 18 aprile a piazza dell’Immacolata, a San Lorenzo, è anche per loro: Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, i due anarchici uccisi dalla bomba che stavano confezionando in un casale del Parco degli Acquedotti, la notte tra il 19 e il 20 marzo.

«Il 25 aprile è facile ripulirsi la coscienza elogiando i partigiani. Dal fascismo a oggi sono cambiate tante cose ma tante altre sono rimaste uguali. La violenza indiscriminata è rimasta uno strumento caratterizzante», recita il comunicato letto in piazza. Gli anarchici in questo senso sono i nuovi partigiani: «La meticolosità degli obiettivi è rimasta la stessa: sabotaggi di treni, tralicci, azioni sempre verso l'alto, mai a casaccio nel mucchio».

 

La bomba di Capannelle ha cambiato lo scenario: «La vicenda di Sara e Sandro sta rappresentando per lo Stato di oggi un altro punto di contatto con il passato: la strumentalizzazione della vicenda per reprimere il dissenso politico, nonché il tentativo di ridurre gli spazi di libertà».

La battaglia degli anarchici guarda a tre simboli, tre martiri della galassia insurrezionalista. «L’attacco nei confronti di Sara, Sandro e Alfredo non è solo agli anarchici, ma è un attacco a chi si ribella oggi e a chi lo potrà fare domani».

 

Non mancano affondi su Delmastro e contro «giornalisti, politici e polizie» che «concorrono vicendevolmente per creare uno stato di allarmismo» e per reprimere «chi si organizza per restituire una minima parte della violenza subita. Allora quello è inaccettabile... Via con i decreti di sicurezza per individuare il nemico interno, una volta Askatasuna, una volta gli anarchici, quasi sempre le persone immigrate». Gli anarchici si scagliano contro il fermo preventivo scattato per i militanti che hanno commemorato Ardizzone e Mercogliano al Parco degli Acquedotti. E annunciano un fitto programma di lotta, appuntamenti per chiedere la liberazione di Cospito e denunciare il 41 bis come tortura di Stato.

 

Si parte oggi con un presidio a Largo Arenula, davanti al ministero della Giustizia. Nordio dovrà decidere entro il 4 marzo se prorogare il carcere duro per Cospito e le ultime indiscrezioni vanno in questa direzione. Gli anarchici sono pronti alla lotta, nel nome di Alfredo, Sara e Sandro.

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