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"Lame e bombe", le minacce che segnano l'alleanza tra anarchici italiani e francesi

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Valerio Castro
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Legami sotterranei ma forti quelli tra anarchici italiani e francesi. Come dimostrato dalle "trasferte" dei transalpini alle manifestazioni del nord. Una connessione confermata dalle scritte spuntate in Francia in solidarietà a Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, i due anarchici morti per lo scoppio della bomba che stavano confezionando in un casale abbandonato nel Parco degli Acquedotti, a Roma. 

 

 

"Due compagni anarchici, Sara e Sandro, sono morti recentemente a Roma mentre lottavano in questa guerra sociale. Fino all’ultimo istante della loro vita hanno dato prova del loro impegno rivoluzionario. La loro abnegazione ci ispira e il nostro dolore, lungi dall’abbatterci, ci darà la forza di continuare la lotta anarchica per la libertà, contro ogni forma di dominio", si legge in un post che gira sulla blogosfera anarchica francese e che riporta anche varie scritt sui muri, alcune delle quali a Sanit Etienne. "La stampa al servizio dello Stato sta cercando di fomentare un panico morale riguardo all’uso di un ordigno esplosivo da parte dei nostri compagni. Questi scagnozzi dello Stato sostengono la violenza solo quando serve a soddisfare la loro sete di potere e a conquistare nuove risorse materiali e umane da sfruttare", si legge nel messaggio che evoca gli attentati anarchici più violenti: "Che la lama di Caserio, che 132 anni fa uccise il presidente Carnot, che le bombe contro le caserme italiane, russe o indonesiane esplose negli ultimi anni, o il sabotaggio delle loro fabbriche e delle loro case, tormentino le loro notti".

 

 

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