Ilaria Salis e gli "stretti legami" tra politici italiani e gruppi di Antifa tedeschi: dove punta l'inchiesta
Gli «stretti legami» tra politici italiani e gruppi antifascisti e pacifisti tedeschi, parte dei quali coinvolti in attacchi contro ambienti dell’estrema destra. Sarebbe questo il filone di indagine portato avanti dai magistrati di Berlino e alla base dell’alert internazionale che ha coinvolto l’europarlamentare Ilaria Salis, sabato mattina a Roma, prima della manifestazione «No Kings». Le indiscrezioni che arrivano dalla Germania, infatti, non riguarderebbero solo il caso Salis, ma si tratterebbe di un perimetro politico sul quale gli investigatori sarebbero al lavoro per chiarire ruoli e dinamiche. Il tutto si innesterebbe all’interno di un quadro già definito tra Germania, Ungheria e Stati Uniti.
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A novembre 2025, il Dipartimento di Stato Usa ha annunciato la designazione di terroristi globali la Federazione Anarchica Informale/Fronte Rivoluzionario Internazionale (Fai/Fri), Antifa Ost, Giustizia Proletaria Armata e Autodifesa di Classe Rivoluzionaria. La misura comporta il congelamento dei beni, il divieto di transazioni con cittadini statunitensi e il rischio di sanzioni secondarie per soggetti esteri che offrano supporto o risorse. È la prima volta che Washington applica il regime Sdgt a gruppi dell’estrema sinistra europea, spostando il focus da minacce jihadiste o paramilitari a formazioni insurrezionaliste e Antifa transnazionali.
Antifa Ost, il network legato alla cosiddetta Hammerbande (Banda del martello), è quindi tra le realtà considerate nel perimetro delle misure antiterrorismo.
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Il BfV tedesco e le strutture di polizia specializzate, hanno da anni classificato Antifa Ost/Hammerbande come rete di estremismo di sinistra violento, focalizzata su aggressioni mirate a neonazisti, con procedimenti giudiziari per appartenenza ad organizzazione criminale. La stessa sigla compare nelle ricostruzioni investigative sui blitz di Budapest del febbraio 2023. È lì che si apre il procedimento ungherese contro Ilaria Salis con l’accusa di partecipazione ad aggressioni durante il «Giorno dell’Onore». Secondo Budapest, gli attacchi sarebbero parte di un’azione coordinata da militanti tedeschi e italiani. La matrice indicata converge su Antifa Ost, che per le autorità tedesche è la componente più radicale dell’area antifascista. Per gli Stati Uniti, rientra in una rete con caratteristiche transnazionali che giustificano l’inserimento nelle liste di sicurezza.
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L’alert arrivato dalla Germania, dunque, sarebbe relativo all’indagine sulle presunte relazioni tra ambienti politici italiani e circuiti militanti tedeschi. E gli attacchi del 2023 a Budapest si inseriscono in tre contesti: la presunta repressione dell’estremismo di sinistra per l’Ungheria, la gestione di una frangia radicale per la Germania e la minaccia globale per Washington. Tre classificazioni diverse e un’unica rete richiamata. Dentro questo schema, la presenza di esponenti politici italiani nei rapporti investigativi tedeschi sarebbe, se confermata, un elemento che amplia il raggio. Sullo sfondo, una rete che supera i confini nazionali e si muove tra piazze, gruppi organizzati e contatti politici.
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