Salis in tilt, dramma per il controllo della polizia. Ma non c'è stata perquisizione
Lo scorso sabato, a poche ore dalla manifestazione anarchica No Kings di Roma, l’eurodeputata Avs Ilaria Salis aveva sparato a zero contro il governo per un "controllo preventivo" delle Forze dell'Ordine avvenuto presso la sua abitazione. Indignazione senza fine, mentre su X scriveva parole come "controllo preventivo", "Italia da regime", "Stato di Polizia", abbinando il tutto a una foto degli agenti sull'uscio della porta per far forse intendere un loro ingresso nella struttura.
Levata di scudi, opposizione in fermento, ma la sua versione non combacia con quella della Polizia e quindi sorge il dubbio: ha esagerato, Salis? Ma certo. Non solo i poliziotti non sono entrati nella struttura, ma l'invio della pattuglia derivava da una segnalazione di un paese europeo poi rivelatosi la Germania. Per di più, in quella stanza si scopre esserci anche Ivan Bonnin, assistente dell’eurodeputata e figura che rinvia a precedenti giudiziari e a una precisa area antagonista bolognese.
La versione della Salis è stata smentita da lei stessa. In diretta ieri 29 marzo a "In altre parole", la trasmissione di approfondimento di Massimo Gramellini su La7, l’eurodeputata è tornata a stracciarsi le vesti. Il discorso dai toni apocalittici, il melodramma e perfino l'indignazione per le domande sulla sua presenza alla manifestazione e su una possibile detenzione di oggetti pericolosi. Sul tema perquisizioni, però, Salis cambia tono e smorza la sceneggiata: "Non hanno fatto perquisizione, non hanno girato per la stanza aperta, niente. Sono stati sulla porta e questi accertamenti appunto sono terminati". Tutto quadra con la versione fornita dalle forze dell'Ordine, che smentisce i toni di opposizione e compagni.
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