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Garlasco, il consulente dei Poggi: "Possibile reazione da parte di Chiara"

Rosa Scognamiglio
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A che ora fu uccisa Chiara Poggi? E ancora, ha avuto una colluttazione con il suo assassino? Le risposte a queste domande potrebbero essere contenute nella consulenza elaborata dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo, già depositata in procura a Pavia due settimane fa. Secondo quanto anticipato dal TG1 nei giorni scorsi, dalla relazione dell’esperta emergerebbero alcuni dettagli che potrebbero riscrivere la dinamica dell’omicidio, a partire dalla durata dell’aggressione, collocata in una finestra temporale molto più ampia rispetto a quanto stabilito nella sentenza di condanna a carico Alberto Stasi, fino a un eventuale tentativo di difesa da parte della 26enne, come testimonierebbero la presenza di alcune ferite individuate sul corpo (gambe e braccia). Un’ipotesi, quest’ultima, che non sembra essere stata esclusa neanche dall’ex poliziotto ed esperto di scena del crimine Dario Redaelli, consulente tecnico della famiglia Poggi: “Abbiamo preso in considerazione una qualche forma di reazione da parte della vittima (Chiara ndr) nei confronti dell’aggressore”, rivela durante un intervento a “Mattino Cinque, il programma condotto da Federica Panicucci e Alessandro Vecchi.

La dinamica dell’aggressione

Come riportato da alcune fonti di stampa nei mesi scorsi, secondo i consulenti dei Poggi, inizialmente Chiara Poggi sarebbe stata aggredita in cucina: “Nella nostra ricostruzione - chiarisce Redaelli - abbiamo inserito un inizio dell’azione omicidiaria, violenta, già in cucina, che poi si è spostata oltre la porta, dove state rinvenute le ciabatte della vittima e un portavasi caduto a terra, fino all soggiorno”. Quanto alla presenza di abrasioni ed ecchimosi sul cadavere, che secondo la professoressa Cattaneo sarebbero riconducibili a un tentativo di difesa da parte della 26enne, l’esperto osserva che “non ci sono ferite da difesa”. “Tuttavia, - precisa - da un punto di vista medico-legale, le ferite da difesa sono qualcosa di specifico, sia che si tratti di ferite attive che passive”.

I dubbi sull’orario della morte

Dalla consulenza dell'anatomopatologa emergerebbe che Chiara è stata uccisa almeno mezz’ora dopo aver consumato la colazione. Questo dettaglio, unitamente alle altre indiscrezioni trapelate dalla stessa relazione, dilaterebbe i tempi dell’azione omicidiaria e, di conseguenza, posticiperebbe l’orario della morte. “Il lavoro fatto dalla professoressa Cattaneo è importante perché ha introdotto un argomento di cui non si era mai parlato, - dice Redaelli - ossia la valutazione del contenuto gastrico, fatta nel 2007 dal professor Groppi, il quale ha rinvenuto nello stomaco della vittima del materiale assolutamente compatibile con ciò che Chiara aveva mangiato durante la colazione”. Quindi, prosegue l’esperto: “Credo che la collocazione dell’orario sia propria stata espressa in relazione alle caratteristiche di questo contenuto gastrico”. “Lei però lo sa che, se si sposta l’orario della morte, automaticamente Stasi è fuori (dalla scena del crimine ndr)”, precisa Panicucci. “Se si parte dal presupposto che Chiara stesse facendo colazione alle 9.12, cioè quando ha disinserito l’allarme, ma questa è una cosa che noi non sappiamo. - replica Redaelli - Avrebbe potuto aver mangiato mezz’ora prima ed essere rimasta a guardare la televisione nella saletta”. E infine: “Queste sono considerazioni che andranno fatte tenendo presente tutti gli elementi disponibili”.

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