Anniversario delle Fosse Ardeatine: "Pagina buia, la memoria resti viva"
Mattarella ha deposto una corona di fiori in ricordo delle 335 vittime Al Campidoglio striscione commemorativo è stato srotolato sulla scalinata
I nomi delle 335 vittime uccise alle Fosse Ardeatine hanno risuonato forte nel Mausoleo dedicato alla memoria dell'eccidio nazifascista avvenuto a Roma il 24 marzo 1944. Non un semplice elenco di persone, ma vite spezzate e famiglie distrutte. Una «buia pagina del paese», che le più alte istituzioni nazionali e cittadine hanno commemorato in occasione dell'82esimo anniversario della strage.
Il suono delle trombe ha interrotto il silenzio del piazzale in cui si consumò il dramma che ancora oggi bussa alle coscienze. Quel dolore spinge a rinnovare «la difesa dei valori di libertà, non discriminazione, dignità e pace» ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, sottolineando l'importanza della Memoria come strumento «per costruire una coscienza e un futuro in cui simili tragedie non hanno più spazio». Così anche il presidente della Camera, Lorenzo Fontana: «La doverosa memoria di quei fatti drammatici deve unirsi a un impegno costante per la tutela delle libertà e per affermare, sempre ea ogni livello, il rispetto della persona». Dal Governo hanno preso parte il presidente del Senato Ignazio La Russa, il ministro della Difesa Guido Crosetto e quello dell'Interno Matteo Piantedosi che in un post social ha ricordato e onorato il «sacrificio di tutti coloro che hanno combattuto per la pace e la libertà». Erano civili, militari, prigionieri politici, detenuti comuni ed ebrei. Tutti trucidati dalla furia nazifascista, guidati dalle SS del colonnello Herbert Kappler e dal capitano Erich Priebke, come forma di rappresaglia all'attentato di Via Rasella organizzato dai “Gruppi di Azione Patriottica” contro le truppe tedesche occupanti. Per ogni soldato, dieci civili: a pochi passi dal centro della città, le deportazioni furono seguite dalle uccisioni di massa.
Nel corso della cerimonia, il capo dello Stato si è poi diretto nella “Grotta dell'Eccidio” per fermarsi davanti alla storica scritta che campeggia all'interno: «Qui fummo trucidati, vittime di un sacrificio orrendo. Dal nostro sacrificio sorga una patria migliore e duratura pace fra i popoli». Una targa scortata ai lati da parole in latino e in ebraico, a testimonianza della trasversalità che accomunava i martiri uniti nella terribile sorte.
Le commemorazioni sono poi proseguite al Campidoglio, dove un lungo striscione con i nomi dei 335 caduti è stato srotolato lungo tutta la scalinata accanto alle corone di fiori che sono stato depostedalle rappresentanze cittadine. Per il presidente della Regione Francesco Rocca «tornare alle Fosse Ardeatine, luogo sacro per la nazione, significa riaffermare un principio semplice ed essenziale: la dignità umana è inviolabile», mentre il sindaco Gualtieri ha ricordato «l'eroismo di quanti seppero avere il coraggio di opporsi e di guidarci verso la democrazia e la libertà». Presente anche la presidente dell'Unione Comunità Ebraiche Italiane, Livia Ottolenghi, che ha parlato di «ferita per tutta la cittadinanza» e ha sottolineato che «riaffermare il valore della libertà, del rispetto, della conoscenza delle persone e delle storie è sicuramente un modo per poter valorizzare il sacrificio di quelle persone e per poter garantire per tutti noi i diritti».
Mentre dalla Comunità Ebraica di Roma, Victor Fadlun ha concluso ricordando che «le Fosse Ardeatine ci insegnano che nulla accade per caso, prima le parole antisemite, poi l'esclusione dalla vita pubblica e la deportazione.
La memoria ha senso se diventa un appello alla responsabilità nel nostro presente».
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