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Anarchici in piazza. Alta tensione per il corteo di sabato

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Nella Capitale sfilerà «No Kings-Together. Contro i re e le loro guerre» Dispositivi di sicurezza in allerta. Pericolo infiltrazioni di gruppi organizzati

Francesca Musacchio
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Roma si prepara a una piazza ad alta tensione. Sabato il corteo «No Kings-Together. Contro i re e le loro guerre» attraverserà il centro della Capitale, con profili di possibile rischio al vaglio. A pochi giorni dalla morte dei due anarchici al parco degli Acquedotti, l’Antiterrorismo lavora su uno scenario che va oltre la manifestazione autorizzata. Alle 14 il corteo partirà da piazza della Repubblica, attraverserà via Cavour, Esquilino e via Merulana per concludersi a San Giovanni.


Prima, a mezzogiorno, la «Marcia degli invisibili» dal Colosseo confluirà nel corteo principale. Il giorno prima, venerdì, un concerto alla Città dell’Altra Economia a Testaccio aprirà la mobilitazione. I promotori parlano di una convergenza ampia con circa 700 sigle tra movimenti pacifisti, reti antirazziste, sindacati, collettivi studenteschi, ambientalisti e mondo dello spettacolo. Lo slogan è contro la «economia di guerra» e la «torsione autoritaria» del governo. Questura e Prefettura stanno definendo il dispositivo sicurezza per garantire il diritto a manifestare con le necessità legate all’ordine pubblico. L’obiettivo sarebbe quello di evitare le infiltrazioni di gruppi violenti. Per questo potrebbero essere predisposte misure di controllo ai caselli autostradali, nelle stazioni ferroviarie e nelle fermate della metropolitana, così come lungo il percorso del corteo. La galassia che converge su «No Kings» è eterogenea, ma non impermeabile.


Negli ultimi mesi le stesse reti hanno ospitato mobilitazioni dove la componente antagonista più radicale ha alzato il livello dello scontro. L’esplosione di Roma, dove due anarchici sono morti mentre preparavano una bomba, indica che una parte dell’area insurrezionalista è tornata a lavorare su un salto di qualità operativo. Il rischio, quindi, non è la manifestazione in sé, ma la sua possibile strumentalizzazione. Infiltrazioni mirate, gruppi organizzati che entrano nel corteo per colpire e poi disperdersi. È uno schema già visto: una piazza larga, una copertura perfetta, un obiettivo che si sposta dal messaggio politico allo scontro fisico. La rete «No Kings Italy» è nata nella seconda metà del 2024 come convergenza tra campagne contro i decreti sicurezza, movimenti pacifisti e reti antirazziste. Il movimento si oppone alle spese militari europee, al riarmo e alle missioni in Medio Oriente. Sostiene la Sumud Flotilla per Gaza e chiede di chiudere i Cpr e annullare gli accordi di esternalizzazione con Libia, Tunisia e Albania. I promotori affermano che l’appello «No Kings» nasce contro «economia di guerra» e «torsione autoritaria» del governo di Giorgia Meloni, denunciando «repressione poliziesca, precarietà, politiche anti migranti, militarizzazione dei territori».
 

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