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Caro benzina per la guerra: ecco le mosse per tagliare i consumi. I consigli
La guerra in Medio Oriente sta impattando sul bilancio economico di famiglie e imprese, anche a causa delle continue oscillazioni dei mercati petroliferi. In questo contesto, l’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) ha elaborato una serie di misure che i governi dei Paesi dell’Unione Europea possono adottare per contrastare il caro carburanti. Tra le azioni prioritarie per contenere la domanda di petrolio figura lo smart working – laddove possibile – poiché consente di ridurre gli spostamenti quotidiani e, di conseguenza, il consumo di carburante. Un’altra misura suggerita è la riduzione dei limiti di velocità in autostrada di almeno 10 km/h per auto, furgoni e camion: viaggiare a velocità più contenute permette infatti di diminuire i consumi. Inoltre, l’AIE raccomanda di incentivare l’uso dei mezzi pubblici, come autobus e treni, e di introdurre, nelle grandi città, sistemi di rotazione delle targhe per limitare la circolazione delle auto private. Anche la diffusione del car sharing e l’adozione di uno stile di guida più virtuoso ed ecologico possono contribuire a ridurre in tempi rapidi i consumi di benzina e diesel. Tra le altre indicazioni rientrano la riduzione dell’uso del GPL nei trasporti, privilegiando altri impieghi, e una guida più efficiente per i veicoli commerciali. Infine, l’Agenzia Internazionale dell’Energia suggerisce di promuovere la cottura elettrica in cucina e altre soluzioni sostenibili, in modo da preservare le risorse di GPL.
Le misure contro i rincari in Italia
Per quanto riguarda l’Italia, nei giorni scorsi l’esecutivo ha approvato un decreto di natura temporanea ed emergenziale per far fronte al caro carburanti. Il provvedimento, in vigore dal 19 marzo per un periodo di venti giorni, prevede una riduzione del prezzo di 25 centesimi al litro per il gasolio e di 12 centesimi al chilo per il GPL. Inoltre, è stato istituito un sistema di “controllo rafforzato”, volto a individuare “eventuali anomalie nei prezzi e a contrastare pratiche speculative, attraverso verifiche lungo l’intera filiera e segnalazioni alle autorità competenti”, come si legge nella nota diffusa da Palazzo Chigi lo scorso 18 marzo. Ulteriori misure riguardano i settori dell’autotrasporto e della pesca, ai quali è stato riconosciuto un credito d’imposta fino al 20% della spesa sostenuta per l’acquisto di carburante nei mesi di marzo, aprile e maggio.