Migranti: irregolari, pregiudicati e mai espulsi tornano in libertà e uccidono
Erano tutti ancora in Italia, liberi di uccidere, nonostante fossero irregolari, pregiudicati e già raggiunti da provvedimenti di espulsione. La giustizia italiana si è piegata al politicamente corretto come è già successo in altri Paesi europei come la Francia e l’Inghilterra? Ecco alcuni dei casi più eclatanti. Alla fine di dicembre, a Milano, la diciannovenne Aurora Livoli è stata violentata e strangolata a morte dal cinquantasettenne irregolare Emilio Gabriel Valdez Velazco, già destinatario di due decreti di espulsione mai eseguiti. Nel 2019, il peruviano aveva violentato un’altra ragazza vicino al luogo dove è stato rinvenuto il cadavere di Aurora. Scarcerato nel 2024, era stato rimesso in libertà perché un medico aveva firmato un certificato di inidoneità al trattenimento in un Centro di permanenza per i rimpatri. Così, quattro mesi dopo, aveva tentato di violentare e soffocare una donna italiana e poi aveva stuprato una connazionale di 19 anni. Il 5 gennaio, a Bologna, il trentaquattrenne Alessandro Ambrosio è stato accoltellato a morte dal pregiudicato Marin Jelenic. L’uomo era già stato raggiunto da un provvedimento di allontanamento dal territorio italiano emesso il 23 dicembre precedente dal Prefetto di Milano.
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A Macerata, il 30 gennaio del 2018, la diciottenne Pamela Mastropietro venne stuprata, uccisa a coltellate e macellata dal nigeriano Innocent Oseghale, il quale era già stato arrestato per spaccio ma era rimasto a piede libero. Allontanato da un centro d’accoglienza, era stato raggiunto da un decreto di espulsione mai attuato. Nove mesi dopo, in un palazzo occupato da spacciatori africani a Roma, la sedicenne Desirèe Mariottini venne violentata e ammazzata da quattro irregolari: Alinno Chima, Brian Minteh, Yusef Salia e Mamadou Gara, già destinatario di un provvedimento di espulsione. Nell’agosto 2023, in un parco di Rovereto, la sessantunenne Iris Setti venne violentata e uccisa dal nigeriano irregolare Chukwuka Nweke, già gravato da diversi precedenti. Al momento del delitto, l’uomo era in attesa del processo per un’aggressione avvenuta l’anno precedente ed era stato sottoposto solamente all’obbligo di firma. Proprio tale procedimento penale e la presenza sul territorio di familiari, ne avevano impedito l’espulsione dall’Italia, nonostante due decreti di espulsione. Sempre nell’agosto 2023, a Foggia, la settantaduenne Franca Marasco venne uccisa a coltellate dall’irregolare marocchino Redoane Moslli. Condannato a 4 anni di carcere e alla seguente espulsione per rapina, ricettazione e porto d’armi abusivo, nel 2020, l’uomo era stato collocato nel Centro di permanenza per i rimpatri di Macomer, ma un giudice di pace non aveva convalidato il provvedimento, rimettendolo in libertà. Un mese dopo, a Roma, nell’androne del condominio in cui abitava, la cinquantaduenne Rossella Nappini venne assassinata dal marocchino irregolare Adil Harrati, già destinatario di decreti di espulsione.
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Irregolare in Italia e già raggiunto da un provvedimento di espulsione non eseguito anche il tunisino Mohammed Bedoui Gaaloul, condannato in primo grado a 30 anni di reclusione per l’omicidio della trentaduenne Alice Neri. L’uomo era già stato accusato di tentata estorsione ai danni di un’altra donna. A Terni, il marocchino Amine Assaoui accoltellò alla gola il ventisettenne David Raggi all’uscita da un pub. Nonostante fosse già stata dichiarata la sua pericolosità sociale, un decreto di espulsione e un cumulo di pene di oltre 6 anni, l’uomo era ancora libero di delinquere in territorio italiano. Nel maggio scorso, a Catania, il trentenne Santo Re fu accoltellato a morte dal parcheggiatore abusivo e irregolare John Obama dello Zimbabwe: l’uomo era stato sottoposto a diversi provvedimenti emessi dal Questore. Nel 2020, don Roberto Malgesini, parroco della chiesa San Rocco di Como, venne ucciso a coltellate dall’irregolare tunisino Ridha Mahmoudi, già destinatario di diversi decreti di espulsione mai eseguiti.
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