Napoli, bimbo trapiantato: nasce la fondazione Domenico Caliendo
Pochi giorni fa l'Italia dava l'ultimo saluto al piccolo Domenico Caliendo, il bambino deceduto all'ospedale Monaldi di Napoli dopo complicazioni dovute a un trapianto di cuore danneggiato che ancora oggi è oggetto di indagine. Poche ore dopo l'accaduto, la madre del bimbo aveva espresso il desiderio di istituire una Fondazione a nome del figlio, chiedendo inoltre aiuto alle Forze dell'Ordine per prevenire e contrastare potenziali truffe. Quel desiderio diventerà realtà. Il prossimo 18 marzo, infatti, nascerà la Fondazione Domenico Caliendo, che si costituirà legalmente nello studio del notaio Roberto Dante Cogliando alla presenza dei genitori del bimbo e degli altri componenti del Comitato promotore della raccolta fondi.
"Ringraziamo l'intera Italia che con un calore e una vicinanza senza precedenti ci ha permesso di raggiungere la quota di 30mila euro necessari per trasformare un'idea in qualcosa di concreto - spiegano in una nota i rappresentanti del Comitato - Si tratta di un risultato importante, che va esattamente nella direzione di trasformare il dolore in impegno. Ma non è un traguardo; al contrario, lo riteniamo un primo passo verso la costruzione di una casa in cui chi vive un dolore simile a quello di mamma Patrizia sappia di non essere solo. Per la famiglia Caliendo questa vicinanza è stata fondamentale. Vogliamo trasformare quel movimento spontaneo in qualcosa di strutturato, e per farlo abbiamo ancora bisogno del sostegno e della solidarietà di tutti".
La Fondazione si occuperà di fornire supporto a chi ritiene di essere vittima di malasanità, a partire dall'assistenza legale passando per il supporto relazionale e psicologico. Inoltre, si pone l'obiettivo di promuovere iniziative in memoria di Domenico e volte a rinsaldare la consapevolezza sui rischi della malasanità.
Dai blog
Sorpresa Sayf a Sanremo. Brividi in classifica per l'ultimo televoto
Sal Da Vinci, cosa diceva prima del trionfo a Sanremo
Patty Pravo: "La ragazza del Piper sono sempre io"