Bologna vieta la Madonna all'asilo: genitori bloccano il passaggio dell'icona
Essere cattolici, credere nel Vangelo e seguire i dettami della Chiesa è diventata una autentica impresa in Italia. In particolar modo nelle enclave rosse, dove la bandiera del Sol dell'Avvenire sventola ancora. A Bologna è scoppiato un caso sull'altolà al passaggio dell'icona della madre di Gesù da parte dei genitori di un asilo cittadino. Don Mirko aveva avanzato una proposta semplice, inoffensiva: portare la Madonnina di San Girolamo dell'Arcoveggio nella scuola materna comunale Grosso per salutare i piccoli alunni con un passaggio in cortile. Apriti cielo: alcuni genitori, ossessionati da un errato concetto di laicità dello Stato, hanno ben presto gridato allo scandalo. E si sono fermamente opposti alla visita.
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E il sindaco Lepore? Se ne è lavato le mani. Adottando una soluzione che non sa né di carne né di pesce. "Chi è devoto avrà facoltà di poter salutare la Madonna al suo passaggio in quartiere, rispettando allo stesso tempo chi aveva manifestato una idea diversa". Come? Rimanendo fuori dall'istituto scolastico. Non sia mai i piccoli ospiti della materna Grosso vengano turbati dalla vista dell'icona di Maria.
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"Un fatto increscioso" attacca Gabriele Giordani di Fratelli d'Italia, intervistato dal quotidiano Il Secolo d'Italia, secondo il quale la Madonna di San Luca "per assurdo può essere considerato il simbolo più laico dell'unità dei bolognesi. È dunque aberrante farne un semplice simbolo religioso o addirittura di divisione". L'ennesimo esempio di come la cristianofobia si stia diffondendo anche in Italia.
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