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Famiglia nel bosco, Roccella: "Nessuna ragione per separare mamma e figli"

Foto:  Ansa

Rosa Scognamiglio
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Monta la polemica sul caso della famiglia nel bosco di Palmoli all’indomani dell’ordinanza trasmessa dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila che ha deciso di allontanare la madre dei tre fratellini, Catherine Birmingham, dalla casa famiglia di Vasto dove i piccoli risiedevano dallo scorso 20 novembre. Il provvedimento, motivato dalla condotta “gravemente ostativa” della donna, accusata di aver boicottato e osteggiato il percorso di istruzione dei figli, ha innescato la reazione immediata dei legali dei coniugi Birmingham/Trevallion, che hanno annunciato ricorso in appello contro la decisione dei giudici. Non solo. Sulla vicenda è intervenuta anche il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che sui social ha manifestato preoccupazione per la stabilità emotiva dei piccoli: “Non è compito della giustizia, e dello Stato in generale, sostituirsi ai genitori, decidere come vadano educati i figli, imporre uno stile di vita fondato su standard che sono chiaramente ideologici. - ha spiegato la premier - Perché i figli non sono dello Stato: i figli sono delle mamme e dei papà, e uno Stato che pretenda di sostituirsi a loro ha dimenticato i suoi limiti". Infine Meloni ha ricordato che “il Governo era già intervenuto su questa materia, varando un disegno di legge apposito, che spero il Parlamento possa approvare nel minor tempo possibile, per restringere l'arbitrio e promuovere esclusivamente il superiore interesse dei minori". 

Roccella: “Misura estrema”

"Io penso che si separano i bambini dai genitori in condizioni di rischio veramente forte, per la vita, di abusi. Separare le madri e i padri dai figli è veramente una misura estrema", ha detto ai microfoni di Sky Tg24 la ministra per la Famiglia, la natalità e le pari opportunità, Eugenia Roccella, a proposito del caso della famiglia nel bosco. "Separare i bambini dai genitori - ha sottolineato - è una decisione molto pesante. Chiunque di noi ricorda nella propria infanzia il rapporto con i genitori. L'idea di essere separati improvvisamente e di essere trasportati in una condizione del tutto diversa rispetto al proprio stile di vita è già abbastanza traumatica, ma la separazione dai genitori è davvero una decisione molto forte da parte dello Stato". “Credo che si vuole intervenire in condizioni di disagio, - ha osservato Roccella - gli esperti dovrebbero secondo me aiutare il nucleo familiare, cercando di ricostruirlo, tenerlo unito e di far capire dove ci sono eventualmente errori, non partire immediatamente da una separazione che è traumatica". Dichiarazioni che fanno da eco alle parole del Garante dell’Infanzia della Regione Abruzzo, Alessandra De Febis, che ha sottolineato come nuovi shock emotivi possano compromettere la salute psicofisica dei tre fratellini, chiedendo una sospensione del provvedimento.

Le reazioni di Lega e Fratelli d’Italia

Sulla vicenda è intervenuta anche la senatrice di Fratelli d'Italia Domenica Spinelli, la quale ha espresso vicinanza e solidarietà ai genitori dei bimbi: “Aver messo i riflettori su una famiglia felice, composta dai genitori e da tre bambini, che ha come colpa quella di aver scelto di vivere in un modo diverso dal comune sentire, sta togliendo un futuro sereno a quei bimbi che potrebbero essere i figli di noi tutti”. E ancora: “Da madre prima di tutto mi chiedo, ma un giudice non ha il compito di salvaguardare la famiglia e conservare la genitorialità? Un giudice non ha la responsabilità di aiutare a ricomporre il nucleo familiare, anche individuando correttivi? - ha proseguito Spinelli - Mi sembra davvero un film dell'orrore, a scapito di tre poveri innocenti che sono stati staccati violentemente prima dal padre, ora anche dalla madre”. La deputata della Lega ed ex magistrata, Simonetta Matone, intervenendo a una manifestazione in corso a Chieti sulle ragioni del “Sì” al referendum sulla giustizia, ha parlato di “un precedente assai grave” che “mina alle fondamenta il rapporto genitori/figli e che mai ci saremmo aspettati da un Tribunale che si chiama 'per i minori'”. “Mi domando qual è il superiore interesse dei minori? Come viene tutelato? Quali sono gli elementi che rendono questo strappo così necessario? - ha osservato Martone - Mi auguro che gli avvocati della famiglia abbiano già impugnato il provvedimento, unico mezzo, in questa fase, per impedire gli effetti nefasti di una decisione affrettata”.

Il caso della famiglia nel bosco

La vicenda della famiglia nel bosco ha spaccato il fronte istituzionale e giuridico. Lo scorso 20 novembre, dopo mesi di verifiche, il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha deciso di sospendere la potestà genitoriale ai coniugi Birmingham/Trevallion e trasferire i tre figli (una bambina di 8 anni e due gemelli di 6) in una casa famiglia di Vasto, ravvisando una serie di criticità nello stile di vita “new rural” adottato dalla coppia. I genitori hanno fatto ricorso in appello, tramite i rispettivi avvocati, contro il provvedimento disposto dai giudici ma è stato respinto. Al fine di tutelare il benessere dei minori, alla madre è stata accordata la possibilità di trasferirsi in comunità con i figlioletti. Ad ogni modo, la condotta “gravemente ostativa” della donna avrebbe rischiato di compromettere il percorso formativo e scolastico dei tre fratellini. Da qui la decisione dei giudici, comunicata ieri mattina, di allontanare mamma Catherine dalla casa famiglia. Secondo quanto emerge dall’ordinanza, la 45enne australiana potrà avere solo contatti a distanza o incontri vigilati in uno spazio neutro con i piccoli. Il padre, invece, che viene descritto come una “figura collaborativa”, potrà vederli più spesso. I giudici hanno anche incaricato un tutore e curatore speciale, Maria Luisa Palladino e Marika Bolognese, nominati dal tribunale per i tre bambini, le quali dovranno tutelare il diritto alla riservatezza dei bambini.

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