Referendum, Mulé travolge Woodcock: "Ma è lei o il suo gemello?"
Ieri a “Piazzapulita”, il programma di approfondimento e attualità condotto dal giornalista Corrado Formigli, in onda su La7, è andato in scena un faccia a faccia infuocato tra Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera e deputato di Forza Italia, e il magistrato Henry John Woodcock, noto alle cronache per essere stato anche il pm titolare dell’inchiesta su Vallettopoli. “Lei non ha fratelli gemelli, no? - domanda Mulè all’interlocutore - Sa perché glielo chiedo? Perché lei ha dichiarato, e anche scritto, che ‘al pm piace vincere facile perché il giudice è assoggettato al pm’, lo ha detto lei. Sono parole sue, lo ha scritto in un articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano il 4 aprile del 2021, non due secoli fa”. Poi cita un passaggio dell’articolo: “Leggo testuale cosa ha scritto: ‘Oggi pm si sono abituati a vincere facile, il loro compito è persuadere un giudice, che però è già in perfetta sintonia con i loro argomenti, perché si è formato alla stessa scuola, perché li conosce e si fida di loro, perché si frequentano e chiacchierano insieme agli stessi convegni, agli stessi matrimoni, agli stessi compleanni e alle stesse chat’. Tanto che lei scrive ‘ben venga la separazione delle carriere’. Ma è lei o il suo gemello?”. A quel punto, Woodcock ammette: “Per quanto mi riguarda, non vivrei drammaticamente la separazione delle carriere. Ho sempre sostenuto che la divisione delle carriere è una cosa auspicabile, a parte che già esiste nei fatti”. “Parliamo di funzioni, non di carriere”, puntualizza Mulè.
Dopo un breve intervento del conduttore, il botta e risposta tra gli ospiti si fa ancora più incalzante. Il magistrato napoletano osserva che "il problema della riforma è il sorteggio”. “Ah, ora è il sorteggio - replica il deputato di Forza Italia - Ma scusi, noi accettiamo che ci siano sei giudici popolari estratti a sorte nelle corti d’assise, noi accettiamo che ci siano sedici giudici estratti a sorte per giudicare il Presidente della Repubblica e che vengano estratti a sorte i magistrati che giudicano i ministri, ma non accettiamo il sorteggio tra settemila magistrati, che abbiano già superato il concorso, per il Cms? Per lei questo è un sorteggio non democratico? Perché?”. “Il sorteggio non è un sistema di scelta democratica. Uno si elegge i propri rappresentati”, la risposta Woodcock. “Non siete un partito politico, - evidenzia Mulè - non dovete eleggere nessuno”. “Non si va lì in rappresentanza di una parte politica della magistratura, - conclude il vicepresidente della Camera - si vanno a fare nomine, trasferimenti e promozioni”.
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