Manovra sporca contro il governo e contro l'Italia. E con questa tv è difficile vincere
«L’accerchiamento», titola oggi Il Tempo. Accerchiamento che si può rompere, sia chiaro. Qui siamo per natura ottimisti, e partiamo dal presupposto che, in una battaglia leale e in campo aperto, la sinistra in Italia sia di regola tendenzialmente minoritaria. Attenzione, però. Da un lato, l’intreccio oggettivo tra campagna referendaria e guerra non aiuta: la legittima e umanissima preoccupazione dei cittadini c’è, ed è sapientemente alimentata da demagoghi privi di scrupoli. Dall’altro lato, c’è un’operazione politica e mediatica che è in pieno corso e che va smascherata e possibilmente battuta.
Politicamente, nessuno a sinistra crede davvero a Pedro Sanchez: è solo l’ultima maschera di moda, l’ultimo travestimento, l’ultima chiassata afavore di telecamera, l’ultimo comizio per il No travestito da strillata pacifista. Manca solo che facciano fare a Sanchez l’appello finale per il No: tutto è propagandisticamente funzionale al 22-23 marzo. A proposito: fate sapere ai compagni che in Spagna c’è la separazione delle carriere, e che Pedro («RetroPedro») ha già fatto mezza retromarcia su navi e basi. Mediaticamente, intanto, il problema è più profondo.
Quel metodo «tre contro uno» (quando va meglio, «due contro uno») lanciato da La7 è ormai la formula adottata in quasi tutte le trasmissioni tv, con poche eccezioni, sia sulle reti pubbliche sia su quelle private. Occhio anche alla selezione degli ospiti: il destro «debole» è preferito al destro «forte», in modo che l’operazione sia «perfetta» a tutte le ore del giorno e della sera. Il centrodestra farebbe bene a non sottovalutare questa deriva, che continuiamo (purtroppo inutilmente) a segnalare: da qui al referendum, e poi fino alle politiche, è impensabile andare avanti così. Ovunque (Rai e reti private) non si tratta di chiedere favoritismi o di alimentare amichettismi (attività in cui la sinistra vincerà sempre), ma di proporre lo schema più civile e più antico: il «faccia a faccia», l’«uno contro uno». Far finta di nulla e continuare a subire prepotenze non sarebbe saggio.
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