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Referendum, le follie del No: finto karaoke dell'Anm alla Finanza per raccogliere fondi

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Giovanni M. Jacobazzi
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C’è un momento nella vita delle Istituzioni in cui bisogna osare. E quando si tratta di raccogliere fondi, si sa, va bene tutto. Anche trasformare il paludato circolo ufficiali della guardia di finanza della Capitale in un DJ set. Succede che la sezione romana dell’Anm abbia deciso di organizzare la «prima festa del distretto», per il prossimo 4 marzo, con la formula «buffet & DJ set». Contributo: 60 euro. Finalità: «beneficenza», perché il ricavato sarà devoluto al Comitato «Giusto dire No» voluto proprio dall’Anm e che in queste settimane si sta battendo senza risparmio di energie (e di soldi) per far naufragare al referendum la riforma della giustizia voluta dal governo. E già qui, onore al merito. Per raccogliere fondi non si va per il sottile: tombolate, cene solidali, lotterie parrocchiali.

L’idea dell'Anm è decisamente brillante. Quale miglior modo per coinvolgere magistrati e simpatizzanti delle toghe in un DJ set nei prestigiosi locali del circolo ufficiali della ,s guardia di finanza di villa Spada? Il ` vero colpo di scena, infatti, non è la raccolta di fondi ma la location. La domanda però sorge spontanea: il ministro dell’Economia e delle Finanze, il leghista Giancarlo Giorgetti, da cui dipende «funzionalmente» la guardia di finanza, è al corrente dell’iniziativa dall'evidente connotato politico autorizzata dai suoi sottoposti? E qui si affaccia il sospetto, naturalmente ironico, ma neanche troppo, del conflitto d’interessi «preventivo». Metti che oggi ti concedo il circolo ufficiali per il dj set, domani magari mi guardi con un filo di «benevolenza» in più. Non sia mai. Qualcuno potrebbe azzardare: non è che si stanno acquisendo crediti futuri? Un po’ come quelle tessere fedeltà che accumulano punti per ottenere uno sconto alla cassa? Un buffet, cinque proscioglimenti in istruttoria, un buffet ed un dj set, dieci archiviazioni in dibattimento. Naturalmente è una caricatura, ma in un Paese che ha visto intrecci istituzionali di ogni tipo la battuta corre veloce. A proposito di intrecci, impossibile non evocare il nome di Pasquale Striano, il tenente della Guardia di Finanza al centro di polemiche recenti peri dossieraggi alla Direzione nazionale antimafia e, dettaglio evidenziato ieri anche dal direttore Capezzone, mai arrestato. La memoria collettiva funziona così: collega, associa, ipotizza. Quando magistrati e finanzieri si incontrano sotto lo stesso tetto per il dj set l’opinione pubblica si accende come una strobo.

Ma torniamo alla festa. Chi si mette alla consolle? La locandina tace. La fantasia galoppa. Ci sarà Gabry Ponte o Gigi D’Agostino? Che musica sarà suonata? Anni 80 o qualcosa di più moderno? C’è chi sussurra che alla fine il dj sarà lo stesso presidente dell’Ann Cesare Parodi. E poi c’è il convitato di pietra, il nome che da solo vale metà dei biglietti venduti: Luca Palamara, indimenticato presidente dell’Anm che negli anni ruggenti, prima di cadere in disgrazia, organizzava nei circoli romani sul Tevere feste mirabolanti. Naturalmente nessuno conferma, nessuno smentisce. Ma forse è meglio così. Perché il non detto alimenta la leggenda. In fondo, questa festa è lo specchio perfetto del nostro tempo.

Certo, fa sorridere l’idea di magistrati che di giorno maneggiano intercettazioni e di sera invece shakerano mojito sotto le luci psichedeliche. Come fa sorridere la guardia di finanza, il cui motto dannunziano è «Nec recisa recedit», prestarsi ad una iniziativa del genere.

Il vero punto è questo: in un Paese dove ogni gesto istituzionale viene passato al setaccio con la lente del sospetto, trasformare il circolo ufficiali della guardia di finanza in una balera togata senza che nessuna abbia qualcosa da ridire è veramente incredibile.

Ps: ieri sera dal Comando generale della guardia di finanza hanno fatto sapere che l’evento è stato presentato dall’Anm come una cena «conviviale» e non come un incontro per raccogliere fondi perla campagna referendaria. Accortisi quindi di essere stati «ingannati», i vertici delle fiamme gialle hanno subito revocato l’autorizzazione all’uso del circolo ufficiali di villa Spada.

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