Torino, bombe carta contro la polizia. Scattano gli idranti contro Askatasuna
Ancora Askatasuna, ancora caos a Torino. Gli estremisti del rinomato centro sociale rosso si sono riuniti oggi 31 gennaio nel capoluogo piemontese, davanti alla stazione di Porta Nuova, per manifestare contro lo sgombero dello stabile avvenuto lo scorso 18 dicembre. "Siamo solo all'inizio, è un assaggio di quello che il popolo può fare" dicevano i manifestanti, rivelando facilmente quanto sarebbe accaduto di lì a poco. Caos, guerriglia urbana, bombe carta, bidoni bruciati, pietre e fuochi pirotecnici scagliati contro le Forze dell'Ordine. Una camionetta della polizia è stata incendiata. Il tutto è iniziato quando il corteo, deviando dal percorso prestabilito, si è recato in corso Regina Margherita 47 dove sorgeva la sede del centro sociale. Tra i manifestanti c'erano anche gruppi di anarchici col volto coperto.
Durante la giornata erano scattate le misure di sicurezza e i controlli su auto, pullman e treni: tre persone provenienti dalla Francia, otto dall'autostrada di Torino-Milano e due in treno da Genova - quest'ultime trovate in possesso di maschere antigas, chiave inglese, coltello, passamontagna - sono state accompagnate in ufficio.
La manifestazione ha raccolto una partecipazione trasversale. No Tav, associazioni per il Kurdistan, movimenti transfemministi e anche i pro-palestina con i loro slogan e cori violenti come "Intifada fino alla vittoria". Tra le cose, infatti, gli estremisti chiedevano anche "libertà per gli arresti nell'inchiesta sui fondi ad Hamas", riferendosi al giordano Mohammed Hannoun fermato con l'accusa di finanziamento al terrorismo,
"La violenza premeditata andata in scena oggi a Torino strappa ogni velo: i militanti di Askatasuna si confermano per ciò che sono sempre stati: un gruppo di delinquenti che usa la piazza come strumento di intimidazione e mira deliberatamente a sovvertire l'ordine democratico. Qui non c'è dissenso, non c'è protesta: ci sono solo odio organizzato e terrorismo politico. Perché sì, quella di oggi è violenza di matrice terroristica" ha commentato Elena Chiorino, vicepresidente della Regione Piemonte, che riferendosi ai politici in passato solidali con Askatasuna dice: "Chi ha scelto di sfilare accanto a chi aveva apertamente annunciato scontri e devastazioni porta una responsabilità politica e morale gravissima, senza alibi. Alle forze dell'ordine, presidio insostituibile di legalità e sicurezza, va la nostra piena e totale solidarietà: lo Stato è dalla loro parte, oggi come sempre, e non arretrerà di un solo millimetro di fronte alla violenza antagonista".
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