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Antisemitismo, la denuncia di Pacifici: "Conte, Schlein e la Cgil alimentano l'odio per qualche voto in più"

Foto:  La Presse

Edoardo Sirignano
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«Conte, Schlein, la Cgil e quell’Anpi, che oggi non ha nulla a che vedere con gli eroi che hanno liberato l’Italia, alimentano con la loro propaganda l’odio verso gli ebrei solo per ottenere qualche consenso in più. Rei ai loro occhi di essere sionisti. I nostri figli devono vedersi le camionette davanti le scuole solo perché chi è privo di argomenti, pur sapendo di mentire a sé stesso e alla propria storia, sostiene qualunque tesi pur di garantirsi bacini elettorali sicuri». A dirlo Riccardo Pacifici, ex capo della comunità ebraica romana, oggi vice presidente del European Jewish Association.

Tutto ciò non le sembra un grande paradosso?

«Sono molto arrabbiato con quella sinistra che paragona le atrocità naziste alle politiche del governo israeliano. Non solo si commette un errore storico, ma si oltraggia il ricordo di chi ha combattuto a fianco degli italiani. I veri partigiani, quelli che sono morti, non avrebbero mai dimenticato gli amici della Brigata Ebraica. Massimo Rendina, a prescindere, avrebbe condannato le posizioni di certi soggetti».

Dove è finito quel Pd di Veltroni con cui avete fatto una legge per salvaguardare il vostro popolo?

«Siamo arrivati al punto che si sono invertiti i ruoli. Se il fondatore del Pd si è battuto per introdurre delle regole tese a garantire la nostra presenza nelle istituzioni e, dunque, fare in modo che la Shoah non fosse mai minimizzata da chi era all’opposizione, oggi accade il contrario. Quella stessa “destra”, allora definita il pericolo e che, comunque, ha sempre votato qualsiasi provvedimento teso a tutelarci, è in prima linea per difenderci da revisionisti e negazionisti. Il partito della Segre, d’altronde, è un lontano ricordo. La stessa senatrice a vita, a certe latitudini, è un problema, una presenza sgradita».


C’è, intanto, chi fa non poco rumore per difendere le ragioni di Hamas...


«Troppo spesso si confondono i civili palestinesi con i terroristi di cui sono le prime vittime. Quando vediamo bambini morire sotto le macerie siamo i primi a soffrire, consapevoli però che lo sono per colpa di Hamas, che li usa come scudi umani. Qui non parliamo di chi si agita per degli innocenti, ma di fondamentalisti che, per i propri interessi, sono pronti a sacrificare tutto, anche la propria gente. Ancora più grave che quattro mascalzoni della Cgil si sono permessi di aggredire verbalmente, e anche quasi fisicamente, dei cittadini venezuelani che difendevano l’America per averli liberati da un dittatore».
 

Nella giornata in cui si dovrebbe tutelare un popolo, che più di altri ha sofferto, c’è qualcuno che vi definisce aggressori...

«Ogni popolo ha il diritto di difendersi. Israele in primis. La stessa Resistenza, di cui tutti andiamo fieri, d’altronde, non è avvenuta con i fiori. Prendersela, dunque, con chi ha cercato che non ci fossero altri 7 ottobre è un errore. La storia della Shoah ci ha insegnato che gli ebrei non subiranno passivamente chi li vuole annientare. Lo abbiamo ripetuto insieme ai sopravvissuti, Mai Più. A combattere Hamas, poi, non ci sono solo ebrei, ma cittadini israeliani di ogni religione. Musulmani compresi».

Nel tradizionale momento del ricordo, nel frattempo, c’è chi considera la priorità delle priorità dare la cittadinanza all’Albanese. Non le sembra una stortura?

«Questa signora non dovrebbe prendere cittadinanze onorarie in qualsiasi giorno dell’anno perché ha mistificato quanto avveniva a Gaza, rappresentando un problema per la credibilità dell’Onu. Capisco che qualcuno le prova tutte perché sogna da ministro degli Esteri, ma almeno in questi giorni porti rispetto».

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