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Anguillara: spunta l'ipotesi di un complice, cosa non torna nella versione di Carlomagno

Foto:  La Presse

Rosa Scognamiglio
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Sono ancora molti i dubbi da chiarire sul femminicidio di Federica Torzullo, la 41enne uccisa ad Anguillara Sabazia (Roma) dal marito Claudio Agostino Carlomagno. Ieri il 45enne ha ammesso le proprie responsabilità davanti al gip di Civitavecchia, Viviana Petrocelli, durante l’interrogatorio di convalida dell’arresto. Non una confessione fiume, come ha sottolineato il procuratore Alberto Liguori, ma dichiarazioni “che dovranno essere verificate”.

La versione di Carlo Magno e l’ipotesi di un complice

A sollevare qualche perplessità sono i tempi molto ridotti, circa 40 minuti, in cui si sarebbero verificati gli eventi: dall’omicidio al successivo occultamento di cadavere, altro reato che la procura contesta all’indagato. Carlomagno ha spiegato di aver colpito la moglie mentre era in bagno, verosimilmente nelle prime ore della mattina del 9 gennaio, pressappoco alle 6.30, utilizzando un coltello di cui la coppia, ormai in fase di separazione, disponeva nell’abitazione. Dopodiché, come emerge dai filmati estrapolati dal sistema di videosorveglianza a presidio della villetta, alle 7.35 il 45enne esce di casa a bordo della sua Kia sportage con il cadavere di Federica nel bagagliaio. Cinque minuti dopo arriva in via Comunale San Francesco, dove c’è un capannone della ditta di famiglia e, attorno alle 8.45, va via alla guida di un furgone. Ritorna in ditta alle 9.11, salvo poi uscire di nuovo alle 9.29. Alle 10.02 rientra a casa e vi resta per 10 minuti. “L'indagato, - si legge nell’ordinanza di convalida del fermo -  pur avendo fornito un racconto articolato ,volto a ricostruire la dinamica dei fatti, ha reso indicazioni generiche circa i plurimi accessi all'immobile situato in via Costantini nel corso della giornata del 9 gennaio 2026, non spiegando neppure come abbia potuto provvedere ad eliminare le tracce ematiche dall'abitazione in un arco temporale così ristretto come quello descritto”. Da qui l’ipotesi che l’uomo possa aver avuto un complice o, in alternativa, che abbia premeditato il delitto. Anche se, al momento, l’eventuale aggravante della premeditazione è stata esclusa dal robusto e corposo quadro accusatorio.

“Un soggetto non identificato” e il furgoncino del padre davanti alla villetta

Nell’ordinanza firmata dal gip di Civitavecchia si fa riferimento anche a un “soggetto non identificato” che sarebbe rientrato a casa con il 45enne alle ore 14.17 del 9 gennaio. La persona sconosciuta era in auto con lui. Potrebbe trattarsi del figlioletto di 10 anni che aveva appena preso da scuola, ma serviranno ulteriori verifiche. Anche perché Carlomagno non avrebbe fatto alcun riferimento a questa circostanza specifica. Così come resta da chiarire il motivo per il quale, tra le ore 7.08 e le 7.17 di quella mattina, il Fiat Doblò di Pasquale Carlomagno, padre dell’indagato, era fermo davanti alla villetta di Costantini, teatro dell’orrore. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, l’anziano avrebbe riferito agli investigatori che aspettava il figlio per andare assieme al lavoro. L’uomo avrebbe citofonato invano e poi sarebbe andato via. 

I dubbi sul movente

Ci sono dubbi anche sul movente. Il 45enne ha spiegato di aver ucciso la moglie al culmine di un litigio per l’affidamento del figlio: “La mattina del 9 gennaio, dopo essersi svegliati all'incirca verso le 6,30 avevano discusso. - si legge ancora nel provvedimento - Federica aveva contestato il suo modo di procedere chiarendo di essere determinata a portare avanti il progetto della separazione e per manifestare la serietà del proprio intento gli aveva detto che se non si fosse adeguato collaborando avrebbe lasciato la casa familiare portando via con sé il figlio, minacciandolo di non farglielo vedere con frequenza. In ragione del fortissimo legame avvertito nei confronti del figlio lo aveva scosso al punto da reagire in maniera violenta”. Quanto, invece, alla nuova relazione che Federica aveva intrapreso con un altro uomo, Carlomagno ha detto di non saperne niente. Un altro dettaglio che dovrà essere chiarito.

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