Scatole cinesi e soldi in Turchia: così Hannoun resta in cella
Mohammad Hannoun e Riyad Adbelrahim Jaber Albustanji sarebbero membri apicali di una struttura di Hamas in Italia, a sua volta inserita in una più ampia rete europea che svolge attività di propaganda e di finanziamento per l’organizzazione terroristica. Per questo il tribunale del riesame di Genova ha respinto le richiesta di scarcerazione per i due insieme a Yaser Mohamed Rmdan Elasaly e Ra’Ed Hussny Mousa Dawod. Non che i sei scarcerati non abbiano avuto un ruolo, ma per il tribunale il loro apporto alle attività pro Hamas era «esterno». Non sarebbero quindi figure apicali, ma coprotagonisti delle due associazioni sotto la lente degli inquirenti: l’Associazione benefica di solidarietà col popolo palestinese (Abspp), l’Associazione Cupola d’Oro e l’Associazione benefica La Palma. Le motivazioni devono ancora essere depositate e, una volta fatto, si potrà chiarire definitivamente il motivo per cui sono stati scarcerati.
A nulla è valsa, quindi, l’udienza fiume di venerdì in cui Hannoun, in video collegamento dal carcere di massima sicurezza di Terni, ha respinto ogni accusa negando di essere un membro di Hamas e ha fornito la sua versione sulle modalità con cui venivano acquistati i beni destinati alla popolazione palestinese. Per l’accusa a partire dall’ottobre 2001 fino al giorno del suo arresto (il 27 dicembre 2025) avrebbe raccolto in tutto oltre 7 milioni di euro sottraendoli alle finalità dichiarate (l’aiuto al popolo palestinese) per destinarli ad Hamas. E per farlo prima si sarebbe avvalso dell’associazione Abspp, fondata nel 1994, poi per rendere più complicato il tracciamento avrebbe iniziato a spostare il flusso di denaro tramite la Cupola d’Oro. Non solo. Gli inquirenti hanno individuato un flusso monetario disposto a favore di entità con sede in Turchia per 45 mila euro, un trasferimento avvenuto in tre tranche da 15 mila euro l’una. Una a favore della società Ard el Bashaer e due a una charity dal nome Sebil Insani Yardim Dernegi; considerata tra i principali centri finanziari ad oggi utilizzata dalla leadership di Hamas. Anche se la galassia dei beneficiari era molto più estesa, infatti a maggio del 2025 il saldo dell’Associazione Cupola d’Oro aveva superato i 970 mila euro e, dall’analisi del rapporto di conto, sono state rilevate relazioni finanziarie, in entrata e in uscita, con oltre mille soggetti.
Il sistema si è ulteriormente aggiornato quando tra ottobre 2024 e giugno 2025 il Dipartimento del Tesoro statunitense ha inserito l’Abspp e la Cupola d’Oro nella lista dell’Ofac (Ufficio di controllo dei beni stranieri) definendo l’associazione «una falsa organizzazione caritatevole che contribuisce a finanziare Hamas». Come? Passando direttamente al trasferimento di denaro contante, quasi impossibile da tracciare. Fino a poco tempo prima dell’arresto Hannoun, aggirando il congelamento dei conti bancari riconducibili alle attività dell’Abspp, avrebbe trasferito cospicue somme di denaro in contante all’estero passando per la Turchia. Un passaggio reso più semplice dal fatto che l’architetto giordano aveva anche la cittadinanza turca.
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