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Andrea Sempio torna tv: "Gli indizi? Non mi preoccupano". E sull'impronta 33...
“Sono in un limbo, vivo come sospeso. Da circa un anno la mia vita ruota attorno a questo caso, le giornate sono tutte uguali. Garlasco è diventata una sorta di serie tv in cui tutti, parlo di persone comuni, sentono di poter condurre delle piccole indagini personali”. A parlare è Andrea Sempio, attualmente indagato dalla procura di Pavia con l’ipotesi di reato per concorso in omicidio per il delitto di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto del 2007. Raggiunto dalle telecamere della Vita In Diretta, il programma di Rai 2 condotto dal giornalista Alberto Matano, il 39enne non esclude l’ipotesi di un eventuale rinvio a giudizio: “Si presume e mi auguro che ci sia una imminente chiusura delle indagini. Ci aspettiamo l’udienza preliminare e speriamo di chiudere definitivamente questa vicenda”.
“Si potrebbe approfondire solo l’impronta 33”
La nuova inchiesta, coordinata dal procuratore capo di Pavia Fabio Napoleone, è stata avviata lo scorso marzo, a 18 anni dal delitto. Sotto la lente degli inquirenti ci sono una serie di indizi sospetti che, secondo l’accusa, getterebbero ombre sull’attuale indagato. A partire dall’impronta di una mano evidenziata sul muro della tavernetta in cui venne trovato il corpo senza vita della vittima, classificata come la “numero 33”, fino all’esito della perizia firmata dalla genetista Denise Albani, secondo cui sui margini ungueali della mano destra di Chiara vi sarebbe una traccia di Dna maschile compatibile con la linea paterna di Andrea Sempio. “Gli indizi di per sé non mi preoccupano. - afferma il 39enne - L’unica cosa che si potrebbe approfondire e verificare da un punto di vista tecnico, qualora dovessimo arrivare all’udienza preliminare, credo sia l’impronta 33”.
“Stasi? Non conconosco le carte del procedimento a suo carico”
Rispondendo a una domanda di Matano se ritenesse Alberto Stasi responsabile dell’omicidio di Chiara Poggi, Sempio ribadisce quanto dichiarato in una recente intervista a Verissimo, il programma di Canale 5 condotto da Silvia Toffanin: “Le sentenze hanno acclarato questo e io non ho le competenze per metterle in dubbio. Conosco le mie carte, ma non quelle che riguardano il procedimento a carico di Stasi”.
I rapporti con la famiglia Poggi: “Da parte loro c’è sostegno”
Nel corso dell’intervista, il 39enne ha parlato anche dei suoi familiari. Il padre, Giuseppe Sempio, è stato iscritto nel registro degli indagati nell’inchiesta per corruzione in atti giudiziari a carico del pm Mario Venditti, coordinata dalla Procura di Brescia. “Mi sento responsabile per tutti i miei familiari che sono coinvolti direttamente o indirettamente in questa vicenda. - spiega - Mi sento un peso addosso, anche se non l’ho voluto io”. Ad ogni modo, Sempio sembra poter contare sul sostegno della famiglia Poggi: “Sento ancora Marco (il fratello di Chiara, ndr), anche se sporadicamente. - rivela - Non ho mai incontrato i suoi genitori in questi mesi, ma da parte loro c’è sostegno e vicinanza”. Quanto alle notizie, talvolta prive di riscontro, che circolano sui social, il 39enne taglia corto: “Tutti commenti di odio ti permettono di vedere tutte le cose nel modo peggiore possibile. Paradossalmente, questo è l’unico lato positivo dei social”.
L’avvocato Taccia: “Siamo umani, prima che professionisti”
In chiusura è intervenuta anche l’avvocato Angela Taccia, che assiste Andrea Sempio assieme al collega Liborio Cataliotti. “Sono molto più concentrata sul lavoro che dobbiamo svolgere, che su tutto il resto. - ha puntualizzato - Come avvocato agisco con lucidità, come amica mi dispiace per Andrea, Marco e la famiglia Poggi”. E infine: “Siamo umani, prima che professionisti”.