Crans-Montana: salme vittime rientrate in Italia, mercoledì e giovedì i funerali
Un volo di Stato ha riportato oggi in Italia le salme di cinque dei sei italiani morti nella strage di Capodanno a Crans-Montana. L'aereo C-130 dell'Aeronautica Militare è partito nella tarda mattinata da Sion trasportando i corpi di Achille Barosi, Chiara Costanzo, Emanuele Galeppini, Giovanni Tamburi e Riccardo Minghetti, ed è atterrato poco prima delle 13 all'aeroporto di Milano Linate, dove sono sbarcati i feretri dei primi quattro giovani. Ad attenderli, oltre ai familiari delle vittime, erano presenti il presidente del Senato Ignazio La Russa, il sindaco di Milano Giuseppe Sala e i presidenti delle Regioni Lombardia Attilio Fontana, Emilia Romagna, Michele de Pascale, e Liguria, Marco Bucci. Le salme di Barosi e Costanzo sono state portate rispettivamente alla basilica di Sant'Ambrogio, per la camera ardente e i funerali, e al collegio San Carlo per la camera ardente (i funerali di Chiara Costanzo si celebreranno nella chiesa di Santa Maria delle Grazie). Da Milano le salme di Galeppini e Tamburi sono state invece trasportate via terra alle loro rispettive città d'origine, Genova e Bologna: anche qui sono state allestite le camere ardenti in vista dei funerali che si terranno mercoledì e giovedì. Il C-130 è poi ripartito da Linate alla volta di Roma per il trasporto delle spoglie del 16enne romano Riccardo Minghetti; ad attendere il volo all'aeroporto militare di Ciampino il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, il prefetto di Roma Lamberto Giannini e il capo del Dipartimento della Protezione civile Fabio Ciciliano. I funerali di Minghetti saranno celebrati mercoledì nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo all'Eur.
Momenti di grande commozione sulle piste di Linate e Ciampino all'arrivo dei feretri, accolti dai familiari in lacrime. "Mi hanno chiesto massimo impegno per verità e giustizia, impegno che ci sarà da parte del governo, da parte del ministero degli Esteri e dell'ambasciata per accertare le responsabilità", ha assicurato Gian Lorenzo Cornado, ambasciatore d'Italia in Svizzera, che ha fatto sapere di avere parlato con il presidente del governo del Cantone del Vallese Mathias Reynard e con il Consigliere di Stato Stephan Ganzer, i quali "hanno assicurato massimo impegno anche della magistratura per fare chiarezza". La procuratrice generale e le forze dell'ordine, ha aggiunto Cornado, "hanno avviato un'indagine a tutto campo e stanno procedendo con gli interrogatori, che non riguardano soltanto il bar ma anche altri soggetti, altre istituzioni incluso chi ha condotto le ispezioni e firmato i rapporti di queste ispezioni dalle quali non emergeva nulla".
Prosegue intanto all'ospedale Niguarda di Milano il monitoraggio degli 11 feriti ricoverati, 3 dei quali considerati in condizioni particolarmente critiche. Tutti i pazienti, ha fatto sapere l'ospedale milanese, "sono sedati e in prognosi riservata ed è prematuro considerarli fuori pericolo". Si tratta di giovani tra i 15 e i 16 anni, tranne una donna di 29 anni e una donna di 55. L'estensione delle loro ustioni, di secondo e terzo grado, varia dal 10% a oltre il 50%, coinvolge arti, dorso e volto, e per diversi di loro sono presenti danni importanti a livello polmonare causati dalle inalazioni, che richiedono un'assistenza meccanica alla respirazione. Sono 6 i pazienti ricoverati in Terapia intensiva considerati in condizioni serie, 3 dei quali "in condizioni particolarmente critiche". I percorsi di assistenza clinica e di cure intensive che ciascuno di loro sta affrontando, spiega l'ospedale, "sono lunghi e complessi, e richiederanno come minimo diverse settimane". Resta intanto ricoverato a Zurigo un ulteriore ragazzo italiano ferito, al momento considerato non trasportabile in elicottero.
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