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Nicotina in ufficio: il nuovo trend tra i lavoratori delle big tech. Gli effetti

Foto: Pixabay

Angela Barbieri
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Nei corridoi di alcuni uffici delle big tech americane sta comparendo un nuovo "perk", un benefit aziendale diverso da quello a cui siamo abituati. I frigoriferi e i distributori automatici vengono riforniti di bustine di nicotina che diventano disponibili come lo sono il caffè e gli snack durante la giornata lavorativa. Secondo il Wall Street Journal, le 'nicotine pouches' si stanno imponendo come uno dei principali stimolanti "da scrivania" per una parte crescente di lavoratori del mondo tech, convinti che aiutino a restare concentrati e a reggere ritmi più intensi, in un ambiente segnato dalla corsa continua verso l'intelligenza artificiale generativa. Le bustine, grandi più o meno come un chewing gum, si inseriscono tra gengiva e guancia e rilasciano nicotina senza combustione. Sul mercato arrivano in diverse intensità e aromi, tra cui mango e menta.

L'uso si sta normalizzando come gesto rapido, discreto, compatibile con riunioni e ore passate davanti a uno schermo di un computer: un micro-rituale di produttività che si affianca a caffeina e integratori. Nel racconto del fenomeno conta moltissimo l'"effetto ufficio": quando il prodotto entra nella dotazione condivisa, infatti, la soglia d'accesso si abbassa e l'uso diventa un gesto sociale, normalizzato, comune. Il Wall Street Journal cita il caso di Palantir: due startup del settore, Lucy Nicotine e Sesh, hanno installato distributori brandizzati negli uffici di Washington, con bustine disponibili gratuitamente per dipendenti e ospiti maggiorenni e rifornimenti a carico dell'azienda. Da lì, il meccanismo si allarga con la dinamica tipica della Silicon Valley: founder che iniziano per gioco, lo trasformano in contenuto social e poi si ritrovano consumatori abituali proponendo sempre più il prodotto ai propri dipendenti.

Molte testimonianze parlano di un "boost" rapido, utile a stimolare la concentrazione e a reggere le giornate più lunghe e difficili. Sul piano sanitario, però, i paletti ci sono ed è difficile ignorarli. Ricercatori e medici ricordano che la nicotina crea dipendenza e può avere effetti cardiovascolari, a partire dall'aumento della pressione. E c'è un punto ancora più delicato: per chi non aveva un consumo costante di nicotina, l'ingresso "soft" attraverso le bustine può aprire la strada a nuove dipendenze e a un passaggio verso prodotti più nocivi. La FDA, inoltre, consente la vendita negli Stati Uniti, ma precisa che l'autorizzazione alla commercializzazione non equivale a una certificazione di sicurezza. A completare il quadro c'è l'aspetto finanziario: Sesh ha raccolto capitali da 8VC, fondo legato al cofondatore di Palantir Joe Lonsdale; Lucy è sostenuta da investitori come Y Combinator e Greycroft. Il mercato, insomma, cresce e la distribuzione in ufficio diventa una leva commerciale potente perché porta il prodotto davanti a lavoratori ad alta capacità di spesa e lo trasforma in un oggetto culturale, un simbolo, prima ancora che in un'abitudine individuale.

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